Cultura

Opera di Roma, al Circo Massimo la magnificenza dell’AIDA di Davide Livermore

17
Luglio 2026
Di Sara Fronda

Giuseppe Verdi la scrisse per volere del Vicerè d’Egitto, Ismail Pascià, in occasione dell’apertura del nuovo Teatro Khediviale dell’Opera del Cairo. Prevista per il 1871, la prima mondiale dell’Aida fu rimandata a causa della guerra franco-prussiana. Le scene e i costumi, realizzati a Parigi, rimasero bloccati nella città assediata. L’opera debuttò finalmente con un successo clamoroso il 24 dicembre 1871 al Cairo.

Torna oggi in tutta la sua bellezza come evento operistico della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma al Circo Massimo. Uno spazio immenso, che fa rimpiangere le Terme di Caracalla ferme per restauro, ma che si riempie della suggestione di uno spettacolo fuori dagli schemi.

Lo confessiamo subito: i nostalgici dell’Aida classica saranno delusi.

La regia e coreografia del torinese Davide Livermore e le scenografie di Giò Forma che si arricchiscono delle imponenti videoproiezioni firmate D Wok regalano un’esperienza visiva che si muove tra l’intimità psicologica dei personaggi e la poesia visiva magnifica e totalizzante. Un’Aida così non l’avete mai vista.

Gli schermi giganti e le proiezioni digitali riescono a riempire visivamente l’immenso spazio del Circo Massimo, creando un’esperienza quasi “cinematografica” e immersiva. Grazie anche ai due maxischermi laterali che per la prima volta riprendono i cantanti in primo piano con uno stile che strizza l’occhio ai primi film di inizio Novecento.

Ogni richiamo alla guerra tra egizi ed etiopi o al sangue che scorre per i sacrifici al possente dio Fthà diventa coreografia e movimento. Uno spettacolo dal carattere forte dove si celebra il dramma privato dei personaggi. Scene corali, processioni e la disfatta per tutti i protagonisti. Amori e passioni, intrighi di stato e desiderio di vendetta.

Meravigliosi i costumi di Gianluca Falaschi che riportano all’oro e al nero dell’Art Nouveau che così tanto fu influenzato dall’antico Egitto. Gli artisti di fine Ottocento assorbirono la magia di quel mondo in modo sottile, sinuoso e stilizzato. Non una copia storica ma l’evocazione, la sensualità e il mistero. Tratti che ritroviamo nei drappeggi, nel copricapo, nei vessilli imperiali, nei gioielli geometrici che si muovono sulla scena come un quadro.

La Direzione d’orchestra è firmata da Daniele Callegari . Nel ruolo del titolo debutta con la fondazione musicale Elena Stikhina in alternanza con Yolanda Auyanet e Aleksandra Kurzak. Angela Meade nel ruolo da mezzosoprano di Amneris alternandosi con Valentina Pernozzoli. Per Radamès Luciano Ganci e Ivan Magrì. Amonasro ha la voce di Ernesto Petti e Ludovic Tézier nella recita del 22 luglio

AIDA

Opera in quattro atti

 
Libretto di Antonio Ghislanzoni

Musica Giuseppe Verdi

Direttore Daniele Callegari
Regia e movimenti coreografici Davide Livermore

Maestro del Coro Ciro Visco

Regista Collaboratrice Chiara Osella
Scene Giò Forma
Costumi Gianluca Falaschi
Luci Fiammetta Baldiserri
Video D-WOK
Coreografo Associato Carlo Massari

In scena il 18, 22, 26 e 28 luglio alle 21:00

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