La scorsa settimana, dopo un incendio che avrebbe potuto determinare conseguenze terribili per gli stessi abusivi di Spin Time, è stato sacrosanto procedere a un sequestro dell’edificio che impedisse il rientro degli occupanti. L’occasione di un pericolo concreto ha dunque consentito ciò che si sarebbe dovuto fare da tempo.
A sinistra alcuni hanno ovviamente strillato a vanvera. Ma il vero scandalo è stato tutto il tempo trascorso finora nell’illegalità, tredici lunghissimi anni, l’equivalente di un interminabile schiaffo in faccia alle persone perbene.
Già è insopportabile l’illegalità generale e diffusa: a Roma circa 10mila case pubbliche risultano occupate abusivamente, e 16mila persone stanno malinconicamente dietro in graduatoria, forse “colpevoli” di comportarsi bene e di non essere né prepotenti né violente.
Ma quando poi si aggiunge un elemento di sfregio politico, o di violenza praticata, la cosa diventa oscena. Spin Time è un caso incredibile, con un’occupazione iniziata 13 anni fa, una sistematica e inaccettabile illegalità che si trascina da allora, più l’amorevole assistenza politica dei compagni della sinistra, che vanno lì a tenere dibattiti, eventi e perfino primarie.
Dopo di che, ogni volta che in Italia uno sgombero si profila anche solo lontanamente all’orizzonte (pensate al caso Askatasuna nei mesi scorsi), i compagni di ogni ordine e grado arrivano puntualissimi a piagnucolare che no, che non si può, che c’è una motivazione “sociale”, che c’è una “fragilità”.
A seguire, in fila per sei col resto di due, parte la sfilata degli intellettuali, dei giornalisti, degli artisti, pure loro col cuore spezzato e il ciglio inumidito.
E noi? A noi, dopo tutta questa colata di lacrimoni e scuse, restano due sole domandine. La prima: cari compagni, ma pagare un affitto regolare sarebbe per caso una cosa “fascista”? Sporcherebbe il vostro curriculum?
La seconda: se c’è tutta questa commovente ondata di solidarietà, dagli onorevoli ai testimonial sparsi e spersi, perché i soldi per un affitto non li si chiedono a loro? Adesso, intanto, afuera!
Ps
Già sentiamo parlare a sinistra di “soluzioni condivise”. Avvertiamo fin d’ora che gli occupanti abusivi non vanno premiati, non devono scavalcare i cittadini in graduatoria, e non devono vedersi “autorizzati” a nuove occupazioni.





