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Processo Le Pen: condannata in appello, Marine annuncia la candidatura alle presidenziali del 2027
Di Eleonore Para
La Corte d’appello di Parigi ha condannato Marine Le Pen per appropriazione indebita di fondi pubblici nell’ambito del caso relativo agli assistenti parlamentari europei del Front National. Al termine della decisione, la presidente del gruppo del Rassemblement National all’Assemblea nazionale ha annunciato che presenterà ricorso in Cassazione, confermando al contempo la propria candidatura alle elezioni presidenziali del 2027.
In primo grado, il 31 marzo 2025, Marine Le Pen, il Front National (divenuto Rassemblement National – RN), insieme ad altre 23 persone, erano stati riconosciuti colpevoli di aver organizzato un sistema di impieghi fittizi al Parlamento europeo tra il 2004 e il 2016. Il RN, cinque ex eurodeputati, quattro ex assistenti parlamentari, il contabile del partito e il suo tesoriere avevano presentato appello contro quella decisione.
Il 7 luglio, la sezione della Corte d’appello di Parigi specializzata in reati economici e finanziari ha inflitto ai 12 imputati che avevano presentato appello pene comprese tra sei mesi di reclusione con sospensione condizionale e tre anni di reclusione, di cui due con sospensione condizionale, accompagnate da ammende e pene accessorie, in particolare l’ineleggibilità. La Corte ha quantificato in 2,8 milioni di euro il danno subito dal Parlamento europeo e ha condannato gli imputati a risarcire tale somma.
Per quanto riguarda Marine Le Pen, la Procura generale aveva chiesto, il 3 febbraio 2026, una pena di quattro anni di reclusione, di cui uno da scontare con il braccialetto elettronico, 100.000 euro di multa e cinque anni di ineleggibilità, senza esecuzione provvisoria. La Corte d’appello l’ha infine condannata a 45 mesi di ineleggibilità, di cui 15 già scontati in virtù dell’esecuzione provvisoria disposta con la sentenza di primo grado, oltre a tre anni di reclusione, di cui uno da scontare con il braccialetto elettronico.
Questa condanna non impedisce dunque la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2027. Marine Le Pen ha quindi confermato l’intenzione di concorrere per un quarto mandato presidenziale, annunciando al tempo stesso il ricorso in Cassazione.
L’8 luglio, la procuratrice generale presso la Corte d’appello di Parigi ha precisato che, nell’immediato, Marine Le Pen condurrà la propria campagna elettorale «senza braccialetto». Tuttavia, secondo il calendario di esecuzione della pena, potrebbe essere costretta a concludere la campagna sottoposta a sorveglianza elettronica, un’ipotesi che lei stessa aveva definito incompatibile con una campagna presidenziale. «Se potrò essere candidata, sarò candidata, purché possa fare campagna elettorale», dichiarava ancora il 30 giugno a LCI, ritenendo che «un candidato alle elezioni presidenziali debba essere totalmente libero nei propri spostamenti» e che questa condizione non sia quindi compatibile con l’uso del braccialetto elettronico.
L’annuncio della sua candidatura allontana, allo stato attuale, l’ipotesi di una candidatura sostitutiva di Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, il cui nome era circolato nel caso di una definitiva ineleggibilità di Marine Le Pen. Quest’ultima ha comunque insistito sulla complementarità con il suo «binomio», sostenendo che insieme formano un «ticket vincente» in vista delle elezioni presidenziali.





