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Papa Leone XIV operato per un tumore al polmone: notte tranquilla al Gemelli
Di Giampiero Cinelli
Papa Leone XIV ha trascorso una notte tranquilla al Policlinico Gemelli di Roma, dove è ricoverato dopo un intervento chirurgico per un adenocarcinoma polmonare. A comunicarlo, mercoledì 14 ottobre, è stata la Sala stampa della Santa Sede, che ha annunciato ulteriori aggiornamenti sulle condizioni di salute del Pontefice nel corso della giornata.
L’operazione ha comportato l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro. Secondo il bollettino diffuso alle 22, l’intervento è riuscito senza complicazioni. Nella giornata di mercoledì sono previsti nuovi esami postoperatori per monitorare il decorso clinico.
L’intervento chirurgico e la diagnosi di adenocarcinoma
La decisione di procedere con l’operazione è arrivata dopo l’individuazione di un nodulo polmonare circoscritto, del quale Leone XIV aveva parlato pubblicamente domenica, al termine dell’Angelus.
La diagnosi riportata è quella di adenocarcinoma polmonare, una forma di tumore che ha reso necessario l’intervento di asportazione del lobo inferiore del polmone destro.
Il Pontefice è rimasto complessivamente in sala operatoria per circa tre ore, mentre la procedura chirurgica è durata novanta minuti. Oltre all’équipe sanitaria e al medico personale del Papa, Luigi Carbone, era presente anche il capo della Gendarmeria vaticana, Gianluca Gauzzi Broccoletti.
Secondo quanto riferito da fonti vaticane citate nella ricostruzione giornalistica, il tessuto canceroso sarebbe stato rimosso completamente. Si tratta di un’indicazione sull’esito dell’operazione che non equivale, da sola, a una valutazione definitiva della prognosi o all’esclusione di ulteriori trattamenti.
Le stesse informazioni riferiscono che, almeno per il momento, i medici non hanno parlato di un eventuale ricorso alla chemioterapia.
Il ricovero di Papa Leone XIV al Policlinico Gemelli non interrompe l’attività di governo della Chiesa cattolica. Anche durante la degenza successiva all’intervento chirurgico, il Pontefice mantiene le proprie funzioni, con il supporto dei collaboratori più stretti e dei vertici della Segreteria di Stato vaticana.
Ad accompagnare il Papa all’arrivo in ospedale erano presenti alcune figure centrali della sua organizzazione quotidiana, tra cui l’arcivescovo Petar Rajič, nuovo prefetto della Casa pontificia, e i due segretari particolari, monsignor Edgard Iván Rimaycuna Inga, sacerdote peruviano, e monsignor Marco Billeri.
I due segretari svolgeranno un ruolo di collegamento con la Curia romana durante i giorni di ricovero, garantendo la continuità delle comunicazioni e dei rapporti istituzionali del Pontefice. All’assistenza personale contribuiranno inoltre le cinque religiose dell’Appartamento pontificio, che si alterneranno nel corso della degenza.
Il collegamento con la Segreteria di Stato
Per le eventuali necessità legate alla gestione degli affari ecclesiastici, Leone XIV potrà mantenere un contatto diretto con il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, e con il Sostituto per gli Affari generali, l’arcivescovo Paolo Rudelli.
Le parole di Parolin sull’intervento
L’operazione chirurgica ha richiamato l’attenzione dei media internazionali, rimasti in attesa per diverse ore di aggiornamenti sulle condizioni del Pontefice. La durata dell’attesa e la natura dell’intervento hanno evidenziato la delicatezza della situazione clinica.
Il cardinale Parolin aveva espresso fiducia nella tempestività con cui era stata individuata la patologia, sottolineando l’importanza della diagnosi precoce.
«Grazie a Dio, ci si è accorti subito e di norma, quando queste cose sono prese in tempo, si riesce a risolverle», aveva dichiarato il Segretario di Stato.





