Va bene, la sinistra polemizzi pure su quello che preferisce. Del resto, il format della polarizzazione ossessiva che ormai domina la politica dei paesi occidentali preclude alle minoranze di compiere anche solo un piccolo tratto di strada con le maggioranze. Serve sempre una contrapposizione frontale accompagnata da toni fortissimi: e così la tifoseria è tranquilla.
Tuttavia, sarebbe almeno opportuno non sbagliare il quadrante geopolitico di riferimento: occorre stare con Washington, e non in compagnia di Mosca-Pechino-Teheran.
La sinistra dovrebbe dunque cercare di dosare le polemiche (verso Trump e verso il governo italiano) senza però dare l’idea di stare nella metà campo geopolitica sbagliata.
Ciascuno è libero di farsi un’idea: vi pare che con il quartetto Schlein-Conte-Bonelli-Fratoianni questo posizionamento corretto sia a portata di mano?





