News

Automotive, 300 milioni per i mini contratti di sviluppo: incentivi fino al 75% degli investimenti

08
Settembre 2026
Di Giuliana Mastri

Un nuovo strumento da 300 milioni di euro per sostenere gli investimenti della filiera automotive, con una formula pensata soprattutto per adattarsi alle dimensioni e alle capacità produttive delle imprese della componentistica. Il decreto firmato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso definisce le regole dei nuovi “mini contratti di sviluppo”, destinati a programmi con spese ammissibili comprese tra 5 e 20 milioni di euro.

La misura arriva in una fase particolarmente delicata per il comparto, alle prese anche con gli effetti indiretti dei tagli decisi dal gruppo tedesco Volkswagen. Per conoscere la data dalla quale sarà possibile presentare le domande bisognerà attendere un successivo decreto direttoriale. Le regole della misura, tuttavia, consentono già alle aziende di predisporre i propri programmi.

Dagli investimenti produttivi alla riconversione industriale

Gli incentivi riguarderanno innanzitutto gli investimenti produttivi, ai quali potranno essere affiancati, entro i limiti previsti, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e attività di formazione del personale strettamente collegate agli investimenti.

Tre le aree strategiche individuate dal decreto. La prima riguarda nuovi veicoli e soluzioni di mobilità capaci di ridurre al minimo le emissioni inquinanti. La seconda comprende componenti e tecnologie avanzate per una mobilità sostenibile, autonoma e connessa, compresi i sistemi basati sull’intelligenza artificiale. Il terzo filone punta invece alla diversificazione e alla riconversione industriale verso comparti con potenziale dual-use, come quello della difesa.

I programmi potranno essere realizzati da una singola azienda oppure congiuntamente da un massimo di cinque imprese. Saranno ammesse la creazione di nuove unità produttive, l’ampliamento della capacità di stabilimenti esistenti, la riconversione e la ristrutturazione degli impianti. Rientrerà nella misura anche l’acquisizione di siti produttivi già chiusi o a rischio di chiusura.

Copertura fino al 75% delle spese

Il sostegno sarà concesso attraverso una combinazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato e potrà arrivare fino al 75% delle spese ammissibili. Potranno essere finanziati i costi relativi al suolo aziendale, alle opere murarie, a macchinari, impianti e attrezzature, oltre a software e brevetti. Sono ammessi anche gli acquisti effettuati attraverso leasing, nel rispetto delle condizioni previste dal regolamento europeo generale di esenzione GBER.

Per i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale saranno invece agevolabili i costi del personale e quelli relativi a strumenti e attrezzature per il periodo nel quale vengono utilizzati nel progetto. Rientrano inoltre brevetti acquistati o ottenuti in licenza, consulenze e spese supplementari. I costi di esercizio, compresi quelli per i materiali, saranno riconosciuti nella misura del 20% degli altri costi.

Sono previste anche specifiche garanzie contro le delocalizzazioni, secondo quanto stabilito dal Codice degli incentivi. I beni che beneficeranno delle agevolazioni dovranno rimanere nell’unità produttiva interessata dall’investimento per almeno cinque anni dalla conclusione del progetto, termine ridotto a tre anni per le Pmi.

Le quote riservate a Pmi e Mezzogiorno

I 300 milioni destinati ai mini contratti rientrano in un pacchetto più ampio per l’automotive, finanziato attraverso il Fondo automotive e pari complessivamente a 1,3 miliardi di euro, tra interventi a sostegno della domanda e dell’offerta.

La distribuzione delle risorse dovrà rispettare alcune quote. Il 10% sarà destinato alle imprese dotate del rating di legalità rilasciato dall’Antitrust e un altro 10% a quelle in possesso della certificazione della parità di genere. Per i primi sei mesi dall’apertura dello sportello, inoltre, il 60% delle risorse sarà riservato alle Pmi, mentre una quota del 40% sarà destinata alle regioni del Mezzogiorno.

La gestione delle domande per gli investimenti produttivi sarà affidata a Invitalia, che procederà secondo l’ordine cronologico di presentazione. In caso di valutazione positiva, l’agevolazione dovrà essere concessa entro 120 giorni dal ricevimento della domanda.

Gli incentivi potranno infine essere cumulati con altri aiuti di Stato, compresi quelli in regime de minimis, e con misure che non costituiscono aiuti di Stato. Resta fermo il limite della sovracompensazione delle spese ammissibili, che non potrà essere superato.