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Iran: guerra, Trump pronto a chiuderla senza riaprire Hormuz

31
Marzo 2026
Di Giampiero Gramaglia

Il presidente Usa Donald Trump ha detto ai suoi collaboratori di essere pronto a chiudere la guerra all’Iran senza ottenere la riapertura dello Stretto di Hormuz perché riaprirlo ‘manu militari’ vorrebbe dire protrarre il conflitto di quattro/sei settimane, cosa che il magnate presidente ritiene di non potersi permettere alla luce delle conseguenze economiche e delle reazioni contrarie dell’opinione pubblica – il suo tasso di gradimento è sceso al 33%, il più basso mai registrato -. E un dispaccio dell’Ap informa che il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti supera stamane i quattro dollari al gallone per la prima volta dal 2022, cioè dopo l’invasione dell’Ucraina ad opera della Russia.

La notizia della disponibilità di Trump a chiudere la guerra al ribasso, pur di chiuderla, è stamane nel titolo a tutta pagina del Wall Street Journal, in aperto contrasto con le più recenti affermazioni sull’Iran pubblicate da Trump sul suo social Truth: dopo avere ribadito che la sua Amministrazione è impegnata “in serie discussioni” con l’Iran, circostanza ancora smentita da Teheran – ma qui siamo a un gioco delle parti -, il magnate presidente ha di nuovo minacciato diffuse devastazioni delle risorse energetiche iraniane  e di altre infrastrutture vitali, se un accordo non darà raggiunto “in fretta”.

L’ultimatum dato dallo stesso Trump all’Iran scade lunedì prossimo, a Pasquetta, giorno che non è festa negli Usa. E la portavoce del presidente Karoline Leavitt ha ieri ribadito che l’intesa deve esserci prima del 6 aprile. Secondo Leavitt, in privato l’Iran si è detto d’accordo con parte del piano in 15 punti presentato dagli Stati Uniti.

Gli altri maggiori media Usa non sono in sintonia con il WSJ. La Cnn apre con l’attacco iraniano con un drone contro una petroliera battente bandiera kuwaitiana che, dopo avere caricato, stava lasciando il porto di Dubai e ha preso fuoco: squadre di soccorso monitorano la situazione e valutano i rischi di fuoriuscita del greggio.

L’attacco alla petroliera, avvenuto poco dopo che Trump aveva reiterato le sue minacce all’Iran, è in evidenza anche sul New York Times, che però apre con questo titolo: “La leadership iraniana, scompaginata dagli attacchi israelo-americani, fatica a coordinarsi: con i leader uccisi e rimpiazzati, i negoziatori iraniani potrebbero non sapere esattamente che cosa il governo sia pronto a concedere in un negoziato”.

Il Washington Post apre sulla ripartizione dei compiti tra israeliani e americani in questo conflitto, con l’uccisione dei leader iraniani affidata alla “letale esperienza” di forze armate e intelligence israeliane che usano le risorse dell’intelligenza artificiale: “Quando i comandanti militari americani e israeliani si incontrarono per programmare la guerra all’Iran, fu subito chiaro che la missione più tetra sarebbe spettata a Israele: dare la caccia ai leader iraniani e ucciderli. Israele ha perseguito l’obiettivo senza remore, uccidendo oltre 250 figure di spicco del regime, stando ai conti tenuti dall’esercito israeliano”.

I giornalisti del NYT hanno scoperto che un missile sperimentale, “poco più di un prototipo”, utilizzato dalle forze armate statunitensi in Iran, ha causato, nonostante il suo nome che suona beffardo, ‘Precision Strike Missile’, una tragedia umanitaria, colpendo un centro sportivo e uccidendo civili. Un errore che si somma a quello compiuto il primo giorno del conflitto, quando venne centrata una scuola elementare femminile, uccidendo oltre 170 bambine.

Le cronache del conflitto, questa mattina, riferiscono di ulteriori bombardamenti israelo-americani sull’Iran, in particolare sulla città di Isfahan, da cui vengono immagini terrificanti che Trump rilancia sul suo social. Nei combattimenti in Libano, quattro militari israeliani sono rimasti uccisi; e il numero delle vittime fra i caschi blu dell’Unifil è salito a tre, tutti – pare . indonesiani.

Fronte Europa, la Spagna continua a guidare la fronda all’aggressione israelo-americana all’Iran: Madrid ha chiuso il suo spazio aereo a tutti gli aerei Usa coinvolti nel conflitto. La misura ora decisa estende le restrizioni in vigore per le basi Nato di Rota e Morón in Andalusia a qualsiasi unità militare Usa impiegata nella guerra all’Iran.   Con qualche ipocrisia, i Paesi europei hanno poi alzato la loro voce contro la legge che reintroduce in Israele la pena di morte, ma solo nei confronti dei palestinesi che uccidono un ebreo – invece, se un colono uccide un palestinese, niente pena di morte e molto spesso niente pena e basta -. La tesi, corretta, è che la pena di morte viola i valori cui l’Europa si ispira ed è pure discriminatoria. Però, se si pensa ai crimini di guerra compiuti dal governo Netanyahu negli ultimi 30 mesi, nella Striscia di Gaza, in Libano, in Iran, questa sembra quasi una questione di dettaglio.