News

Guerre, il punto: Iran, Trump minaccia bombardamenti; Ucraina, Putin bombarda

08
Ottobre 2026
Di Giampiero Gramaglia

Donald Trump minaccia di riprendere i bombardamenti sull’Iran, senza aspettare, come già detto, le elezioni di midterm del 3 novembre. Vladimir Putin non smette di bombardare l’Ucraina: ieri, nel giorno del suo 74° compleanno, i lanci rusi di missili e droni sono stati più intensi che mai.

Un ordigno, caduto su un edificio residenziale a Pryluky, nella provincia di Chernihiv, nel nord del Paese, ha fatto una trentina di vittime, fra cui tre bambini di appena un anno.

L’intento russo è di fiaccare la volontà di resistenza del popolo ucraino, colpendo infrastrutture e impianti energetici per lasciare la gente esposta al gelo dell’inverno. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky accusa i russi di “colpire scientemente in modo doloroso e dimostrativo” e torna a chiedere a Europa e America più mezzi di difesa anti-aerea.

Il presidente Usa Trump non pare, però, dare molto peso al dramma ucraino: dà per imminente una telefonata al presidente russo Putin – il Cremlino non la conferma – e non avalla i sospetti che, dietro la morte per peste di una ricercatrice in Russia, ci sia un’arma biologica. La Cnn, tuttavia, segnala che Washington ha difficoltà ad ottenere da Mosca informazioni su quanto realmente avvenuto.

Intanto, secondo Politico, l’Europa s’interroga, sia in sede Ue che Nato, sullo “scenario da incubo di un attacco ibrido russo “multiplo e con molte vittime”.

Iran, da Trump indicazioni contraddittorie

Questa mattina, dai principali media degli Stati Uniti si ricavano indicazioni contraddittorie, tutte basate sulle parole di Trump, sui possibili sviluppi della guerra tra Usa i Iran. C’è chi considera imminente una ripresa su larga scala delle operazioni militari; e c’è chi constata una riduzione delle forze in campo.

Per la Fox, Trump “ha tracciato una linea rossa” e ha dato all’Iran “un avvertimento esplosivo”, facendo “una lista degli orrori” che potrebbero accadere in uno scenario di ripresa del conflitto. Axios scrive che ai militari è stato ordinato di essere pronti a colpire, mentre il presidente valuta non se farlo ma quando farlo.

Invece, in apertura, il New York Times analizza “la ritirata di Trump”, raccontando che dal Golfo alla Gran Bretagna “le forze Usa tornano a casa”: il giornale si riferisce al ritiro dei bombardieri B-1 Lancers dalla base di Fairford, nel sud-ovest dell’Inghilterra, dopo una minaccia terrorista, e delle truppe di stanza in Iraq, non più gradite in quel Paese, che sono state spostate in Giordania.

Il NYT scrive: “La guerra all’Iran, che doveva dimostrare l’ampiezza del potere statunitense, ha invece fatto l’esatto contrario, ne sta cioè mostrando i limiti. E’ una lezione le cui conseguenze devono ancora essere comprese a pieno”. Analogamente, il Financial Time si chiede “fin quando potremo sopportare lo shock iraniano”, definendo l’aggressione congiunta israelo-americana all’Iran “la madre di tutti gli errori strategici”.

Anche la piega presa dal conflitto iraniano nello Yemen suscita dubbi sulle scelte Usa: nel 2025, Trump fece bombardare gli Huthi, miliziani sciiti pro-iraniani, apparentemente senza un motivo; adesso che gli Huthi sono all’offensiva, controllano le coste lungo lo Stretto di Bab el-Mandeb e colpiscono in territorio saudita – ieri, di nuovo l’aeroporto di Riad -, s’è rifiutato di farlo.

Ieri, il NYT ricostruiva come in una sola notte, gli Huthi abbiano spezzato le forze regolari yemenite appoggiate dall’Arabia saudita e preso il controllo della costa lungo il Mar Rosso. “Nessuno è stato capace di, o ha voluto – scriveva il giornale – fermarle”. Da quel momento – era il 10 settembre -, il conflitto ha avuto alterne vicende e le forze filo-saudite hanno recuperato alcune posizioni, ma non tutte quelle perdute.

Un aspetto collaterale del conflitto è il risorgere della minaccia terroristica, dalla base aerea nell’Inghilterra sud-occidentale al fallito dirottamento di un volo FlyDubai tra Dubai a Tel Aviv. Se ne occupa il Wall Street Journal: “i piloti inaffidabili sono divenuti una delle maggiori minacce alla sicurezza dei trasporti aerei”. Le compagnie s’interrogano su come evitare incidenti deliberatamente provocati da piloti o personale di bordo. Un’attenzione particolare viene posta sulla tecnologia delle cabine di pilotaggio e alla salute mentale del personale assunto.

Articoli Correlati