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Guerre: Iran e Israele si bombardano a vicenda; Ucraina, europei in campo

08
Giugno 2026
Di Giampiero Gramaglia

A furia di tirarla, la corda di spezza. Tra ieri sera e questa notte, l’Iran e Israele si sono scambiati tiri di missili per la prima volta dallo scorso aprile, nell’episodio più grave di rottura d’una tregua che Israele non ha mai rispettato in Libano e che Usa e Iran hanno più volte infranto, specie nelle ultime due settimane, con reciproche ‘punture di spillo’.

Quanto avvenuto (e i cui strascichi devono ancora essere misurati) rischia di ulteriormente complicare il negoziato tra Usa e Iran, che il presidente Usa Donald Trump considerava essere vicino alla conclusione: “Potremmo chiudere domani – cioè oggi, ndr – o martedì o mercoledì”, diceva.

Invece, in queste ore, c’è il rischio di un ritorno a una guerra aperta; e c’è, inoltre, la percezione d’una distanza crescente tra Stati Uniti e Israele, che, escluso dalle trattative con Teheran. mediate dal Pakistan e da altri Paesi, fa di tutto per sabotarli.

La recrudescenza del conflitto in Medio Oriente relega in secondo piano l’impegno diplomatico europeo sul fronte ucraino, mentre Mosca e Kiev continuano a scambiarsi attacchi con missili e droni. Riuniti ieri a Londra con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Gran Bretagna, Francia e Germania, che guidano il movimento dei cosiddetti Volenterosi, hanno sostenuto l’iniziativa ucraina, respinta dal Cremlino, di negoziati diretti tra Zelensky e il presidente russo  Vladimir Putin.

E’ quanto afferma la dichiarazione congiunta che ha concluso il vertice di Londra presenti, oltre a Zelensky, il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “L’attuale linea di contatto deve essere punto di partenza per i negoziati. Qualsiasi elemento di trattativa relativo a Ue e Nato deve essere subordinato all’accordo dell’Ue e dei suoi Stati membri, nonché a quello degli alleati”, si legge nel testo.

Nei giorni scorsi, il presidente Trump era parso ‘chiamarsi fuori’ dalla questione ucraina: “Se la sbrighino loro”, dove “loro” erano Putin e Zelensky, oltre che, se del caso, gli europei. L’Italia, assente a Londra, resta alla finestra e segue con attenzione gli sviluppi. E’ stata la seconda volta in pochi giorni che l’Italia ha mancato un appuntamento europeo, dopo il Vertice Ue – Balcani in Montenegro venerdì scorso.

Iran: la recrudescenza del conflitto
Per l’Iran, le gocce di troppo sono state l’attacco israeliano sulla periferia sud di Beirut, dove Hezbollah ha sue basi, poco dopo un accordo di tregua tra Israele e Libano mediato dagli Usa, e una dichiarazione di Trump che, contro ogni evidenza, sosteneva che il Libano non c’entra nulla con l’accordo in discussione tra Washington e Teheran.

Evidentemente Teheran non la pensa allo stesso modo. Per le Guardie rivoluzionarie iraniane, l’ala più intransigente del regime, l’intesa è subordinata alla cessazione delle ostilità su tutti i fronti. La situazione è precipitata dopo che ieri mattina, nonostante le esplicite richieste Usa a non farlo, Israele ha di nuovo colpito la periferia di Beirut.

Ad attaccare per primo, è stato questa volta l’Iran: i missili iraniani, in gran parte intercettati, non avrebbero però fatto né danni né feriti. Trump, al telefono con Axios, commentava: “Gli attacchi iraniani non hanno fatto feriti. Si spera che Israele non reagisca. Se Bibi – cioè il premier israeliano Bibi Netanyahu – dovesse rispondere, la situazione continuerebbe ad andare avanti come negli ultimi 47 anni, o negli ultimi 3000 anni”.

Ben diverso l’atteggiamento dell’esercito israeliano: “Il regime terroristico iraniano ha lanciato missili verso Israele: eravamo pronti. Il regime iraniano ha compiuto un grande errore decidendo di attaccarci nuovamente, scegliendo di nuovo il terrorismo”. E ancora: “Teheran cerca di stabilire una nuova equazione, attaccandoci direttamente in risposta ai nostri raid contro Hezbollah. Non lo permetteremo. Abbiamo colpito Hezbollah in seguito agli attacchi senza posa di Hezbollah contro le comunità del nord e continueremo a colpire in tutto il Libano le capacità di Hezbollah, non gli consentiamo di attaccare i cittadini israeliani”.

Nella notte, Israele ha a sua volta colpito l’Iran nel centro del Paese e nell’ovest, prendendo di mira quelli che ha definito “obiettivi militari”: in particolare, “siti di lancio dei missili” e “infrastrutture non legate al settore energetico”, secondo fonti diplomatiche israeliane a Washington.

Lo scambio di attacchi tra Iran e Israele ha avuto come conseguenza chiusure degli spazi aerei di molti Paesi dell’area, a partire dalla Siria. L’Iran ha ovviamente chiuso temporaneamente l’aeroporto internazionale Imam Khomeini.