News

Figc, Malagò a un passo dalla candidatura, ieri incontro con Meloni

12
Maggio 2026
Di Lorenzo Berna

Giovanni Malagò rinvia a questo pomeriggio, al massimo domattina, la formalizzazione della sua candidatura alla presidenza della Federcalcio. Una questione di stile, spiega chi gli è vicino: in questi giorni ha voluto lasciare giustamente la scena alla presidente del Cio Kirsty Coventry, tornata in Italia a poco più di due mesi dalla fine dei Giochi di Milano Cortina per premiare il nostro Paese e chi ha contribuito a realizzare un’Olimpiade di alto livello. «È giusto che la scena sia della presidente Coventry, un attestato di stile», ha detto ieri il numero uno della Fondazione Milano Cortina a margine della presentazione del concorso di Piazza di Siena.

Il primo appuntamento istituzionale rilevante si è tenuto ieri alle 18: Malagò ha incontrato a Palazzo Chigi la premier Giorgia Meloni, alla quale il Cio ha voluto conferire il Collare dell’Ordine Olimpico d’Oro, la massima onorificenza dello sport olimpico internazionale, come riconoscimento dell’impegno e del sostegno assicurati dal Governo nell’organizzazione dei Giochi. Alla cerimonia, in cinque hanno ricevuto il Collare Olimpico d’argento: il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, quello dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il commissario straordinario di Governo per le opere olimpiche e amministratore delegato di Simico Fabio Massimo Saldini, e il responsabile per le Paralimpiadi Giuseppe Fasiol. La sera, aperitivo e cena di gala all’Aniene; stamattina, dopo una serie di incontri privati, la presidente del Cio accompagnata da Malagò e dal numero uno dei Coni Luciano Buonfiglio vedrà il Capo dello Stato Sergio Mattarella per conferirgli il Collare Olimpico d’oro e consegnargli la Coppa Olimpica al Popolo Italiano.

Istituzioni ai massimi livelli, dunque. E anche se per una «questione di stile» di tutto si è parlato tranne che di calcio, è evidente che certe situazioni abbiano un peso in tempi di elezioni, al netto delle potenziali tensioni nei rapporti con alcuni. Malagò tornerà a parlare di presidenza Figc soltanto dopo che Coventry, nel primo pomeriggio di oggi, avrà preso il volo per Auckland. Quindi depositerà formalmente la propria candidatura con annesso programma. I termini per presentarla scadono domani e lui ha sempre preferito aspettare di avere un consenso il più largo possibile. Lo ha ribadito anche ieri: «Avevo promesso alle componenti che ho incontrato, per correttezza e rispetto, di attendere che si pronunciassero. C’è ancora tempo, ma un minimo di margine per aspettare almeno il Consiglio direttivo della Lega Pro, che si è tenuto ieri». La Serie C di Matteo Marani alla fine ha deciso di non pronunciarsi ufficialmente su quale candidato sostenere tra Malagò e Giancarlo Abete, scegliendo di attendere i programmi completi dei due candidati e prendere una posizione nei 40 giorni che dividono dal voto del 22 giugno. Manca al momento solo la posizione della Serie B, che finora è apparsa piuttosto orientata su Malagò.

Tra i vari impegni di ieri Malagò ha trovato anche spazio per un incontro con l’altro candidato, Giancarlo Abete. I due hanno preso un caffè insieme in un locale di via Veneto, in un’atmosfera amichevole. Malagò lo aveva detto anche di recente: «Ci vedremo, i rapporti con Giancarlo restano ottimi».

Del resto il consenso non gli manca: sulla carta ha già superato il 50% delle preferenze, che gli consegnerebbe la vittoria. Può contare sul 17,1% dei voti della Serie A, su chi lo ha lanciato – tutti tranne Lotito – sul 30% di calciatori e allenatori e quantomeno sul 3,7% del Comitato regionale della Lombardia della Lega Dilettanti, che ha ufficialmente deciso di non sostenere il suo presidente Abete. Il 34% dell’Lnd dunque non è così pieno e Malagò, a prescindere dalle formalizzazioni, resta avanti.

Il voto è fissato per il 22 giugno in Assemblea elettiva, dove i candidati dovranno puntare al 51% delle preferenze. Il peso delle varie componenti al voto: Serie A 18%, Serie B 6%, Lega Pro 12%, Lega Nazionale Dilettanti 34%, Aic 20% e Assoallenatori 10%.