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Competitività europea: non perdiamo Erasmus for Young Entrepreneurs

07
Ottobre 2026
Di Gianni Pittella

L’Europa ha finalmente rimesso la competitività al centro della propria agenda. È una scelta necessaria, ma dobbiamo evitare di pensare che essa si costruisca soltanto attraverso grandi fondi, grandi imprese e tecnologie strategiche.

La competitività nasce anche dal basso: dalla capacità di trasformare un’idea in un’impresa, dalla circolazione delle competenze, dall’apertura verso nuovi mercati e dalla creazione di reti europee.

Per questo, mentre si definiscono il prossimo Quadro finanziario pluriennale e il nuovo European Competitiveness Fund (ECF), occorre salvaguardare un’esperienza che in quasi diciassette anni ha dimostrato la propria utilità: Erasmus for Young Entrepreneurs (EYE).

Dal 2009 il programma ha coinvolto oltre 37.000 imprenditori e realizzato più di 15.000 scambi transfrontalieri in 44 Paesi. Il meccanismo è semplice: un nuovo o aspirante imprenditore può trascorrere un periodo presso un imprenditore esperto in un altro Paese, acquisendo competenze, conoscendo nuovi mercati e costruendo relazioni.

I risultati indicati dagli operatori del programma sono significativi: l’87% delle startup fondate da ex partecipanti risulta ancora attivo; il 64% dei nuovi imprenditori coinvolti si espande sui mercati internazionali e il 65% degli imprenditori ospitanti amplia le proprie attività oltre i confini nazionali.

EYE ha inoltre esteso la propria dimensione internazionale verso realtà come Stati Uniti, Canada e Singapore e ha sviluppato iniziative specifiche a sostegno degli imprenditori ucraini dopo l’invasione russa.

Ora bisogna evitare che la riorganizzazione degli strumenti finanziari europei finisca per penalizzare programmi di dimensioni contenute ma di comprovata efficacia.

Con circa 10 milioni di euro all’anno, EYE ha consentito circa mille scambi annuali. Secondo le stime avanzate dai soggetti impegnati nel programma, 70 milioni di euro nel futuro ECF permetterebbero di mantenerne l’attuale livello di attività.

C’è infine una ragione che considero particolarmente importante: l’imprenditorialità europea deve essere accessibile anche ai giovani delle regioni periferiche, delle aree interne e dei territori economicamente più fragili. Il talento non nasce soltanto nelle grandi capitali.

Per questo Erasmus for Young Entrepreneurs deve conservare nel futuro European Competitiveness Fund una propria riconoscibilità e risorse adeguate.

Quando un programma europeo funziona, produce risultati e costa relativamente poco, non bisogna disperderlo. Bisogna valorizzarlo.

Perché la competitività europea nasce certamente dagli investimenti e dall’innovazione, ma prima ancora nasce dalle persone, dalle loro competenze e dal coraggio di intraprendere.