Politica

Cdm, il ddl cambia il Codice penale

16
Giugno 2023
Di Giampiero Cinelli

Nella serata di ieri il via libera dal Cdm al disegno di legge sulla giustizia che modifica norme del Codice penale, del Codice di Procedura penale e dell’Ordinamento giudiziario. Ora il testo dovrà essere discusso e approvato dal Parlamento.

I cambiamenti

Nello specifico, e questo ha già sollecitato non poche critiche, è stata disposta l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio (art. 323 cp) e la modifica al reato di traffico d’influenze illecite (art. 346-bis). Sulle influenze illecite, il nuovo testo vuole stabilire che: le relazioni del mediatore con il pubblico ufficiale devono essere sfruttate (non solo vantate) e devono essere esistenti (non solo asserite); le relazioni devono essere sfruttate “intenzionalmente”; l’utilità data o promessa al mediatore deve essere economica; il denaro o altra utilità deve essere dato/promesso per remunerare il soggetto pubblico o per far realizzare al mediatore una mediazione illecita (della quale viene data una definizione normativa). In merito il trattamento sanzionatorio minimo sale da 1 anno a 1 anno e 6 mesi. Si estende al traffico d’influenze illecite la causa di non punibilità per la cosiddetta collaborazione processuale.

Le intercettazioni

Nelle modifiche al Codice di Procedura penale, i passaggi che saranno molto oggetto di scontro parlamentare sono quelli sulle intercettazioni, di cui «si amplia il divieto di pubblicazione del contenuto (…), che viene consentita solo se il contenuto è riprodotto dal giudice nella motivazione di un provvedimento o è utilizzato nel corso del dibattimento».

C’è inoltre «il divieto di rilascio di copia delle intercettazioni delle quali è vietata la pubblicazione, quando la richiesta è presentata da un soggetto diverso dalle parti e dai loro difensori, salvo che tale richiesta sia motivata dalla esigenza di utilizzare i risultati delle intercettazioni in altro procedimento specificamente indicato».

Per la polizia giudiziaria sarà vietato «riportare nei verbali di intercettazione i dati relativi a soggetti diversi dalle parti, salvo che risultino rilevanti ai fini delle indagini». Poi il veto al giudice di acquisire (nel cosiddetto stralcio) le registrazioni e i verbali di intercettazione che riguardino soggetti diversi dalle parti, sempre che non ne sia dimostrata la rilevanza.

Da qui il divieto per il pubblico ministero d’indicare nella richiesta di misura cautelare, con riguardo alle conversazioni intercettate, i dati personali dei soggetti diversi dalle parti, salvo che ciò sia indispensabile per la compiuta esposizione. In modo corrispondente, si vieta al giudice di indicare tali dati nell’ordinanza di misura cautelare.

Le misure cautelari

A preoccupare l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) anche le strette sul sequestro di telefonini e l’impossibilità per il Pm di appellarsi contro il proscioglimento per i reati di cui all’articolo 550 del Codice Penale. Nordio ha spiegato che non si tratta dei reati più gravi né tanto meno dei reati contro la persona. Da sottolineare anche le modifiche sulle misure cautelari, che possono essere disposte solo dopo un interrogatorio. L’invito a presentarsi deve essere notificato 5 giorni prima della comparizione, contenendo una descrizione sommaria del fatto indagato, comprensiva di data e luogo del reato. Ma la decisione non spetta più a un giudice monocratico bensì a un collegio. Vista la carenza di magistrati questa norma entrerebbe in vigore posticipata di due anni. Le regole sulle intercettazioni, invece, allarma l’Ordine dei Giornalisti che vede una limitazione all’attività e al diritto all’informazione.

Nordio risponde 

Secondo Elly Schlein queste norme sono state varate «sfruttando l’emotività per la morte di Berlusconi», siccome, a giudicare dal tenore del disegno di legge, la visione generale del fu premier sembra rivivere nell’operato del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, il quale in conferenza stampa si è difeso: «Berlusconi ha combattuto sempre per i suoi ideali, tra cui una giustizia giusta per ogni cittadino», sostenendo che il conflitto tra il Cavaliere e i pubblici ministeri fosse stato iniziato da quest’ultimi. Il ministro ha ritenuto che con l’abrogazione dell’abuso d’ufficio non si determinerà «alcun vuoto».

Decreto PA

Approvato anche in Cdm anche un decreto legge sulla pubblica amministrazione. Previste altre 300 persone da assumere oltre il turn over. Le nuove posizioni, dirigenziali e non, verranno aperte al Ministero della Cultura, della Salute, dell’Istruzione e del Turismo. Alla Salute arrivano nuove risorse per il trattamento accessorio del personale non dirigenziale, mentre l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) potrà assumere a termine 33 figure tecniche o amministrative. Attraverso il nuovo decreto inoltre la semplificazione dei concorsi con prove scritte a crocetta e l’introduzione di nuove regole per l’abilitazione dal 2024 (60 crediti specifici a integrazione della laurea, fino al 50% da poter prendere con corsi online). Arriva la soppressione dell’Anpal, l’Agenzia per le politiche attive del lavoro, le cui funzioni e risorse passano al Ministero del Lavoro.

Sullo sport

Gli interventi riguardano tra l’altro il settore sportivo, riguardo ai processi. Con il decreto, nei giudizi con oggetto «l’impugnazione di sanzioni comportanti penalizzazioni che hanno l’effetto di mutare la classifica finale», le penalità sono applicabili solo una volta che la sentenza è «passata in giudicato». Modifiche anche al trattamento fiscale delle plusvalenze e sui mandati (per presidente e membri di organi direttivi «non più di tre mandati») negli organismi sportivi olimpici e paraolimpici.