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Caso Epstein: convocati i Clinton e Bondi. Finisce lo shutdown, ma il rischio resta

04
Febbraio 2026
Di Giampiero Gramaglia

Le vicende interne di politica e cronaca dominano da giorni i titoli d’apertura dei principali media degli Stati Uniti, quasi che le guerre del Mondo, entrate in una fase negoziale, non interessino più: c’è la decisione dei Clinton di deporre davanti a una commissione del Congresso sui loro rapporti. già largamente noti, con il magnate pedofilo Jeffrey Epstein; e c’è stato, ieri, il voto non scontato della Camera sulla spesa pubblica.

Firmando la legge, il presidente Usa Donald Trump ha posto fine a un mini-shutdown di 72 ore, week-end compreso, cioè a una mini-serrata dei servizi federali. Ma Politico evidenzia il rischio che tutto ricominci fra meno di due settimane: la legge, infatti, copre le spese solo fino a metà febbraio, per dare tempo a repubblicani e democratici di negoziare sul controverso finanziamento dell’Ice, l’odiatissima polizia anti-migranti che a Minneapolis, a gennaio, ha ucciso due cittadini americani.

Epstein: il calendario delle audizioni di Bondi e dei Clinton

La decisione dei Clinton, l’ex presidente Bill e l’ex segretaria di Stato e candidata alle presidenziali nel 2016 Hillary, è stata confermata, con il perfezionamento degli accordi con la commissione d’inchiesta della Camera: lei si presenterà a deporre il 27 febbraio; lui il giorno dopo, il 28; entrambi avranno audizioni pubbliche. I Clinton, che in un primo tempo avevano contestato l’invito a comparire, rischiavano l’accusa di oltraggio al Congresso, se non avessero accettato di presentarsi.
Il capo Epstein continua a essere in evidenza: i media scartabellano i files appena pubblicati – oltre tre milioni – alla ricerca di chicche, in attesa dell’audizione, la prossima settimana, l’11 e 12 febbraio, della segretaria alla Giustizia Pam Bondi.

L’onda lunga delle amicizie e delle frequentazioni di Epstein, morto suicida in carcere a New York nel 2019, scuote la politica, ma anche l’economia e lo spettacolo, dopo che oltre tre milioni di files finora inediti sono stati resi pubblici la scorsa settimana – e sono solo la metà di quelli in possesso del Dipartimento della Giustizia -.

Gli ‘Epstein files’ creano anche sconquassi in Europa, soprattutto in Gran Bretagna, e nel Mondo: l’ex ministro laborista ed ex ambasciatore britannico a Washington Peter Mandelson s’è dimesso dalla Camera dei Lord; il commissario europeo Maros Sefcovic, il cui nome compare nel dossier, nega “qualsiasi implicazione”; le case reali belga e norvegese sono lambite dallo scandalo. L’Italia è coinvolta nelle mene della internazionale di destra orchestrata da Steve Bannon, ex guru e consigliere del presidente Trump.

Shutdown: situazione resta agitata, dopo risultati elezioni Texas

Il voto alla Camera sulla spesa pubblica, dopo che il Senato s’era pronunciato la scorsa settimana, è stato preceduto da un intreccio di manovre che hanno visto protagonista lo speaker della Camera Mike Johnson, repubblicano.
Il margine di maggioranza dei repubblicani alla Camera è molto sottile, ma il provvedimento è comunque passato, perché – scrive Axios – il presidente Trump ha messo il suo peso per convincere i deputati riluttanti. Ci sono stati lo stesso ‘franchi tiratore’, che la Fox chiama in causa, esponendoli a una sorta di gogna mediatica.

La politica statunitense è ancora in fermento per i risultati di due voti in Texas: una suppletiva per la Camera vinta dai democratici, riducendo il margine dei repubblicani – il seggio era vacante -; e una per il Senato dello Stato, vinta dai democratici rovesciando l’esito precedente pro-repubblicani. E’ stato un vero terremoto: lì, Trump nel 2024 aveva vinto col 17% di margine; ora, un suo candidato ha perso del 14%; vuol dire che la metà circa degli elettori repubblicani ha cambiato campo in poco più di un anno.
I risultati sono letti in funzione delle elezioni di midterm del 5 novembre, quando i democratici puntano a riprendere il controllo della Camera, e sono un segnale dell’insoddisfazione degli elettori specie per le politiche anti-migranti dell’Amministrazione Trump.

Il Congresso deve ora discutere dei finanziamenti e delle prerogative della polizia anti-migranti, l’Ice. L’Amministrazione Trump ha finalmente accettato che gli agenti portino telecamere che documentino i loro atti, mentre le inchieste sulle morti di Renée Good e Alex Pretty proseguono.
Infine, per ordine di un giudice, sono tornati a Minneapolis il bambino di 5 anni e suo padre arrestati nelle scorse settimane e trasferiti in Texas in attesa d’essere deportati.

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