Lavoro

Parte StrongHer, il format tv di The Watcher Post dedicato all’empowerment femminile

24
Febbraio 2022
Di Gaia De Scalzi
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«Siamo metà della popolazione, dobbiamo essere metà del Congresso». Queste parole vennero pronunciate nel 1916 da Jeannette Rankin, prima donna eletta al Congresso americano (nonché prima donna eletta in una legislatura nazionale in qualsiasi democrazia occidentale). In oltre un secolo qualcosa è sicuramente cambiato ma non abbastanza. 

La domanda che spesso mi pongo è: perché nel 2022 ancora parliamo di parità di genere? Sarebbe bello non parlarne affatto. Dovrebbe essere normale, o comune se preferite. Non dovrebbe affatto essere argomento di discussione, non più. Eppure, i numeri parlano da sé: secondo il Global Wage Report, la differenza salariale fra uomini e donne è del 20% su scala mondiale. Perché mai, a parità di titolo di studio e di esperienza, un uomo under 30 guadagna in media oltre 1.700 euro in più rispetto alla sua collega? Non c’entrerà mica l’antica storia dell’“essere madre”? Poi non lamentiamoci se in Italia le nascite sono ridotte al lumicino…

Possibile che in Italia servano leggi per provare a normalizzare condizioni che in altri Paesi sono all’ordine del giorno? Come mai le donne ai posti di comando (parliamo di ceo non di presidenti!) sono scese al 18%, ossia sotto la media dell’Eurozona (pari al 21%)? Per non parlare del tasso di occupazione femminile registrata dopo oltre due anni di pandemia, che ci colloca all’ultimo posto. Qui forse l’antica storia dell’”essere madre” c’entra eccome, d’altro canto sfido chiunque a lavorare in casa con i figli…

Ma cerchiamo di vedere il lato positivo, almeno per una volta. Davanti a noi, proprio adesso, non solo sono riemerse antiche problematiche a cui dobbiamo dare una risposta definitiva, ma si sono affacciate anche tante nuove sfide che, se saremo in grado di vincere, ci consentiranno un cambio di rotta epocale, tanto nel settore privato quanto nel pubblico. 

Dalle politiche aziendali per favorire lo sviluppo di pipeline diffuse basate sul talento, merito, inclusione e diversità; a nuovi modelli di Welfare (Family Act e congedi parentali); fino ad arrivare all’incentivazione per le competenze delle donne nelle materie tecnico-scientifiche (STEM). Queste sono solo alcune delle proposte di cui si parla più spesso.

E a raccontarcele saranno i protagonisti di questo cambiamento; persone che ogni giorno si battono per quella normalità che molti di noi aspettano con ansia, persone che hanno lottato contro i pregiudizi, persone che della diversità e dell’inclusione fanno un punto di partenza e non di arrivo.

Ed è proprio pensando a loro che nasce StrongHer, uno spazio rosa (conditemi una leziosaggine visto che a condurlo sarò proprio io!) dove Istituzioni, Accademici, Associazioni di categoria e giornalisti – partendo dalle loro esperienze personali, dai percorsi di studio intrapresi e dagli aneddoti più significativi – si scambieranno idee e progetti in tema di gender equality & gender inclusion.

Ospiti della prima puntata, in onda il 2 marzo sui nostri canali social: Elena Bonetti, Ministro per le Pari opportunità e la famiglia; Paola Mascaro, Presidente Valore D e Co-Chair G20 EMPOWER; Mariangela Pira, Giornalista SKY TG24, Giovanni Lo Storto, Direttore Generale LUISS.

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