Lavoro
Lavoro, Inps: 299mila posizioni in più a giugno 2026, cassa integrazione in calo del 27,2%
Di Giampiero Cinelli
Il mercato del lavoro privato italiano mantiene un saldo occupazionale positivo, mentre diminuisce il ricorso alla cassa integrazione. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Inps, che registrano a giugno 2026 un incremento annualizzato di 299mila posizioni lavorative e, nel terzo trimestre dell’anno, una riduzione del 27,2% delle ore di integrazione salariale autorizzate rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il saldo occupazionale, pur rimanendo consistente, risulta in flessione rispetto al trimestre precedente. La diminuzione della cassa integrazione interessa invece tutte le principali tipologie di intervento.
Occupazione, il saldo positivo è trainato dai contratti stabili
Secondo l’Osservatorio sul mercato del lavoro dell’Inps, a giugno 2026 la differenza tra assunzioni e cessazioni registrate negli ultimi dodici mesi è positiva per 299mila rapporti di lavoro nel settore privato.
La componente principale è rappresentata dai contratti a tempo indeterminato, che contribuiscono con 246mila posizioni aggiuntive. Le altre tipologie contrattuali presentano complessivamente un saldo positivo di 53mila rapporti.
Nel dettaglio, aumentano le posizioni di lavoro intermittente (+44mila), a tempo determinato (+13mila) e in somministrazione (+11mila), mentre diminuiscono quelle stagionali (-1.000) e in apprendistato (-14mila).
Il dato rappresenta la variazione tendenziale delle posizioni lavorative, calcolata sui flussi degli ultimi dodici mesi, e non il semplice saldo tra assunzioni e cessazioni del primo semestre.
Assunzioni in lieve calo, diminuiscono anche le trasformazioni
Nei primi sei mesi del 2026 i datori di lavoro privati hanno effettuato 4,284 milioni di assunzioni, lo 0,8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
La contrazione riguarda soprattutto i contratti a tempo indeterminato (-5,6%) e l’apprendistato (-5,5%), mentre le assunzioni a tempo determinato diminuiscono del 3,1%.
Crescono invece le attivazioni di rapporti intermittenti (+8,2%), in somministrazione (+5,7%) e stagionali (+0,7%).
In flessione anche le trasformazioni da tempo determinato a indeterminato, scese a 383mila (-6,4%), e le conferme degli apprendisti al termine del periodo formativo, passate da 60mila a 57mila (-4%).
Le cessazioni complessive ammontano a 3,353 milioni, in diminuzione dello 0,6% su base annua. Calano quelle relative all’apprendistato (-6,9%), ai contratti a termine (-3,6%) e a tempo indeterminato (-1,7%). Aumentano invece le cessazioni dei rapporti intermittenti (+5,4%), stagionali (+4%) e in somministrazione (+3,9%).
Cassa integrazione, oltre 31 milioni di ore in meno nel terzo trimestre
Prosegue la riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali. Tra luglio e settembre 2026 sono state autorizzate 83,5 milioni di ore di cassa integrazione, contro i 114,6 milioni dello stesso trimestre del 2025: una diminuzione di oltre 31 milioni di ore, pari al 27,2%.
Il dato è inferiore anche a quello del secondo trimestre 2026, quando le ore autorizzate erano state 118,4 milioni, con una flessione congiunturale del 29,5%.
A settembre le ore autorizzate sono state 35.562.156, il 18,7% in meno rispetto ai 43,7 milioni dello stesso mese del 2025. L’aumento rispetto ad agosto riflette il consueto andamento stagionale, essendo agosto tradizionalmente il mese con il minor numero di ore autorizzate.
La cassa integrazione ordinaria ha registrato nel terzo trimestre 43 milioni di ore, in calo del 19,1% su base annua e del 24,2% rispetto al trimestre precedente. A settembre le ore sono state 19,1 milioni, il 7,6% in meno rispetto a un anno prima.
Più marcata la contrazione della cassa integrazione straordinaria, scesa a 38,4 milioni di ore nel trimestre, con riduzioni del 35,1% rispetto al 2025 e del 33,6% rispetto al secondo trimestre 2026. A settembre sono state autorizzate 15,6 milioni di ore.
I fondi di solidarietà hanno totalizzato 2 milioni di ore nel trimestre, il 13,3% in meno su base annua e il 40,8% in meno su base trimestrale, con 791mila ore a settembre. Residuale il ricorso alla cassa integrazione in deroga, pari a circa 76mila ore nel trimestre.
Diminuisce l’utilizzo effettivo della cassa integrazione e scendono i beneficiari NASpI
Alla riduzione delle autorizzazioni si accompagna un minor utilizzo effettivo delle ore concesse.
Il cosiddetto tiraggio, ossia il rapporto tra ore utilizzate e autorizzate, nei primi nove mesi del 2026 si attesta al 22,1%, contro il 25,7% dello stesso periodo del 2025 e il 24,4% del 2024.
Considerando invece gli interi anni, il tiraggio era stato del 30% nel 2025 e del 28,4% nel 2024.
Si riduce anche il numero dei beneficiari dell’indennità di disoccupazione NASpI: a maggio 2026 erano 961.259, il 3,8% in meno rispetto ai 999.276 di maggio 2025, con una diminuzione di circa 38mila persone.
Incentivi alle assunzioni, attivazioni in calo del 31,6%
Nel primo semestre del 2026 le attivazioni di rapporti di lavoro incentivati, comprese le nuove assunzioni e le trasformazioni contrattuali, sono diminuite del 31,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La contrazione più accentuata riguarda l’esonero giovani (-53,5%), seguito dal Bonus ZES (-21,5%), dalle altre misure agevolative (-7,7%) e dall’incentivo donne (-5,5%).
L’Inps riconduce gran parte della flessione alla pubblicazione soltanto nel maggio 2026 delle circolari attuative relative agli incentivi prorogati per l’anno in corso dal decreto-legge 62/2026, circostanza che ha finora limitato il ricorso alle agevolazioni.
La rilevazione consente inoltre, per la prima volta, di monitorare le attivazioni collegate al Bonus ZES, istituito per sostenere l’occupazione nella Zona economica speciale unica del Mezzogiorno e contribuire alla riduzione dei divari occupazionali.
Somministrazione e lavoro occasionale: aumentano i rapporti a termine
Un approfondimento dell’Osservatorio riguarda i contratti di somministrazione. Nel primo semestre le assunzioni a tempo indeterminato sono diminuite del 27,2%, mentre quelle a termine sono aumentate del 7%.
Una dinamica analoga interessa le cessazioni, in calo del 4,6% per i rapporti stabili e in aumento del 4,5% per quelli a termine.
Il saldo annualizzato della somministrazione a giugno risulta positivo per 11mila posizioni, grazie all’incremento di 12mila rapporti a termine, che compensa la riduzione di mille posizioni a tempo indeterminato.
Quanto al lavoro occasionale, a giugno 2026 risultano circa 22mila lavoratori impiegati con Contratti di prestazione occasionale, il 4,1% in più rispetto a giugno 2025, con una remunerazione media mensile lorda effettiva di 239 euro.
I lavoratori retribuiti tramite Libretto Famiglia sono invece circa 10mila, sostanzialmente stabili (+1,5%) rispetto all’anno precedente, con un compenso medio mensile lordo effettivo di 183 euro.





