Innovazione
Cavi sottomarini, energia e cyber: la strategia di Terna e il “sistema di sistemi” Fincantieri
Di Lorenzo Berna
«L’Italia ha una delle reti elettriche di cavi sottomarini più estese e articolate d’Europa. Terna gestisce oggi circa 1800 km di cavi elettrici sottomarini. Tra le opere in esercizio abbiamo il SA.PE.I (il cavo che collega la penisola italiana con la Sardegna), oltre che le connessioni elettriche con la Grecia e il Montenegro», ha esordito così Luigi Ballarano nel suo intervento alla 2^ edizione di Space & Underwater Conference – Space Economy, Submarine Cables & Cybersecurity, la Conferenza internazionale promossa e organizzata da Cybersecurity Italia.
«Siamo in continua evoluzione: tra i progetti strategici del nostro piano industriale c’è il Tyrrhenian Link, che collegherà Campania, Sicilia e Sardegna, l’Adriatic Link, fra Marche e Abruzzo, e l’interconnessione Italia-Tunisia».
Qual è il ruolo di Terna?
Ballarano si è poi soffermato su come queste infrastrutture fisiche, che si avvalgono di una serie di dispositivi tecnologici senza i quali non potrebbero funzionare, creino una vera e propria rete intelligente. «Terna, per garantire la protezione cyber degli asset essenziali della filiera elettrica, sta portando avanti da diversi anni un programma molto esteso che comprende capacità avanzate di threat detection, strumenti di asset discovery, la centralizzazione e il monitoraggio di tutti gli alert di sicurezza presso il nostro Cyber Defense Center.
Un ruolo fondamentale è svolto anche dalle collaborazioni pubblico-privato con istituzioni ed enti che, in Italia e in Europa, contribuiscono alla protezione delle infrastrutture critiche», ha sottolineato il CISO di Terna che ha, infine, ricordato come le infrastrutture critiche siano sempre più interdipendenti: «Le infrastrutture energetiche si appoggiano su quelle digitali: la filiera elettrica sta vivendo una trasformazione profonda e ciò implica la necessità di affidarsi a reti di telecomunicazioni che, per circa il 95%, utilizzano cavi sottomarini. Questo dimostra quanto le infrastrutture energetiche e quelle delle telecomunicazioni siano fortemente interconnesse: proteggerle entrambe è essenziale per garantire la resilienza del sistema elettrico e contribuire al soddisfacimento del trilemma energetico, ossia sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e accessibilità economica».
Cafaro (Fincantieri), «Fincantieri come orchestratore di un Sistema di sistemi nell’Underwater»
Fincantieri si pone nel ruolo fondamentale di architetto, in grado di integrare mezzi, sensori, capacità industriali e soluzioni software. «Fincantieri ha ritenuto ci fosse un ruolo da colmare», ha spiegato Gabriele Maria Cafaro, EVP Underwater di Fincantieri, nel Panel «Underwater: minacce cyber, sicurezza e nuove dinamiche geopolitiche».
Cosa significa avere un ruolo da orchestratore nella dimensione subacquea?
«Fincantieri, in qualità di orchestratore, si pone come architetto di un vero e proprio “sistema di sistemi”. In pratica, integra tecnologie diverse per offrire soluzioni di protezione integrate, dalla superficie fino al fondo del mare», ha dichiarato l’EVP Underwater di Fincantieri. «Fincantieri non è solo orchestratore di tecnologie, ma anche di competenze. Crediamo infatti che la tecnologia debba svilupparsi in maniera armonica, omogenea e univoca. Il concetto di dual use riflette proprio questo approccio di sviluppo integrato delle tecnologie. Inoltre, Fincantieri agisce da orchestratore anche per le aziende: ci piace accompagnarle e avere un ruolo di traino industriale».
In questo senso, il progetto DEEP sviluppato dal Gruppo e presentato alla fine di ottobre è emblematico: «Si tratta di un sistema che, nel suo complesso, consente di prevedere l’arrivo di una minaccia, identificarla e intervenire di conseguenza. Qui emerge con forza il concetto di dual use. È una proposta fortemente integrata e scalabile, adatta non solo alla protezione di infrastrutture sottomarine, ma anche di aree più circoscritte, come porti e basi navali. Ciò che rende il sistema particolarmente interessante è che non è solo uno strumento di protezione: può rappresentare una vera e propria svolta tecnologica per il mercato civile, grazie a esercizi di manutenzione e sviluppo resi più efficaci ed efficienti dall’impiego di tecnologie unmanned».
Capo (Accenture): infrastrutture sottomarine e cyber, per una protezione integrata e predittiva
Grazie all’uso dei digital twin, Accenture trasforma la protezione delle infrastrutture sottomarine in un approccio integrato e predittivo, passando dalla logica della reazione a quella della prevenzione. «Il nostro ruolo nella difesa e protezione delle infrastrutture sottomarine nasce da due valutazioni di contesto», ha spiegato Mauro Capo, Sovereign Cloud Lead Europa di Accenture.
«La prima deriva dal fatto che queste infrastrutture fanno parte del dominio marittimo, ma in realtà si inseriscono in un ecosistema complesso che comprende anche altri domini contigui, incluso quello cyber. Serve quindi passare da una logica di controllo del singolo asset a una logica di gestione di sistema multi dominio», ha continuato. «La seconda valutazione riguarda gli stessi asset, che storicamente sono stati progettati con focus sulla continuità di servizio e sulla resilienza operativa, e che oggi stanno sempre più integrando tecnologie di security by design, contribuendo così a una protezione end-to-end. Questo cambio di paradigma ci permette di avere un ruolo importante come aggregatori di sistemi».
Il valore del digital twin
Accenture sta inoltre sviluppando sistemi basati su digital twin, resi sempre più potenti grazie all’intelligenza artificiale. «Questo approccio significa avere una rappresentazione dinamica e costantemente aggiornata di tutti i componenti e di tutti gli asset coinvolti nella catena di produzione di un servizio. I vantaggi dei gemelli digitali sono molteplici: tutti i componenti diventano sensori che producono dati e, in un dominio completamente digitale, è più semplice integrare il dominio cyber, creando un legame nativo tra segnali di minacce, pattern di anomalie e quello che accade nel mondo fisico».
Ha infine enfatizzato lo scenario predittivo che si ha a disposizione grazie al digital twin: «si può simulare cosa potrebbe accadere al sistema se stimolato in un certo modo, con risvolti operativi incredibili. Questo strumento ci abilita a una situational awareness più ampia, ossia a capire come intervenire senza doverlo sperimentare direttamente, passando da una logica di reazione a una logica di prevenzione».
Rapisarda (Eni): «Per proteggere le infrastrutture, combinare le competenze tecnologiche a quelle umane»
«Il tema cyber ci ha portati a un’opportunità che ha visto una sinergia nella logica di sistema», ha dichiarato Alfio Rapisarda di Eni. Alfio Rapisarda, Head of Global Security di Eni, ha sottolineato come «l’underwater non significa solo proteggere piattaforme e gasdotti, ma anche creare opportunità per sviluppare nuove attività di ricerca e sviluppo, tutelare l’ecosistema marino e valorizzare nuove fonti di energia dai fondali, dall’energia stessa del mare e delle sue immense risorse. Si tratta di una pletora di attività che ci porta a confrontarci in un’ottica di sana competitività, ma sempre strutturati e organizzati».
L’azienda opera su più piani, combinando competenze tecnologiche e umane. «La resilienza dell’infrastruttura è fondamentale. Bisogna operare su più fronti. Per Eni l’obiettivo principale è la prevenzione, evitando che gli incidenti accadano. Per questo disponiamo di strumenti in grado di raccogliere dati e informazioni, corroborando la sensoristica con i dati industriali, così da aggregare i nostri comportamenti con le potenzialità di un attore ostile di generare danni», ha sottolineato. Il risultato è un approccio integrato che unisce protezione, innovazione e sostenibilità.
Taddei (Prysmian): «Sicurezza a 360 gradi per i cavi sottomarini»
«Prysmian affronta la sicurezza in modo predittivo, preventivo e reattivo», afferma Davide Taddei, Submarine Telecom Business Director di Prysmian. Il mercato globale dei cavi sottomarini vale oggi tra i 15 e i 20 miliardi di euro, e Prysmian detiene circa il 40%, confermandosi leader del settore. «Essere leader significa assumersi responsabilità importanti: la sicurezza degli asset che forniamo ai nostri clienti non è una scelta, ma un obbligo», sottolinea Davide Taddei, Submarine Telecom Business Director di Prysmian.
Come progettare un cavo sottomarino in modo sicuro?
La sicurezza dei cavi sottomarini non inizia quando vengono immersi in acqua, ma già dalla fase di design. «La sicurezza parte dalla progettazione, dal modo in cui il cavo viene installato e dal sensoring integrato. Approcciamo il tema in modo predittivo, utilizzando i dati forniti dai cavi stessi; in modo preventivo, ingegnerizzando la soluzione di sistema di installazione nel modo più corretto possibile; e in modo reattivo, con procedure di riparazione rapide e sicure», spiegano gli esperti di Prysmian.
L’azienda dispone di una nave in stand-by in Olanda, pronta a intervenire in caso di danni ai cavi energetici. «In media, la riparazione di un cavo energetico richiede 107 giorni. Con la nostra nave, i tempi si riducono a 50 giorni, garantendo continuità e sicurezza del servizio».
Il successo di questo approccio si basa anche sulla collaborazione con partner fidati, fondamentali per assicurare interventi rapidi e soluzioni integrate lungo tutta la catena di fornitura e gestione dei cavi.





