di Paolo Bozzacchi

L'annuncio è di quelli destinati a lasciare il segno. E viene dal Principe ereditario saudita in persona, Mohammed bin Salman, che rappresenta il Paese leader mondiale nel settore del petrolio. Si chiamano Saudi Green Initiative e Middle East Green Initiative, e sono la nuova frontiera della sostenibilità ambientale. Un cambio di passo che alza l'asticella planetaria degli obiettivi globali sulla lotta al cambiamento climatico.

Il progetto punta a rendere l'Arabia Saudita leader globale della sostenibilità. E il Principe ereditario bin Salman lo spiega partendo da numeri impietosi. L'accelerazione della desertificazione e le tempeste di sabbia in Arabia Saudita stanno causando danni per 13 miliardi di dollari l'anno. L'inquinamento atmosferico da gas serra ha già accorciato di un anno e mezzo l'aspettativa di vita dei Sauditi. 

Rimboschimento record (10 miliardi di piante nella sola Arabia Saudita nei prossimi decenni), riduzione delle emissioni nocive, lotta all'inquinamento e al degrado territoriale (riabilitazione di 40 milioni di ettari), conservazione della vita marina e delle coste. Iniziative saudite che valgono il 4% degli obiettivi globali del settore. Che andranno di pari passo con l'aumento delle aree protette nel paese fino al 30% del totale del territorio. Circa 600mila chilometri quadrati, pari a oltre il 17% in più rispetto a quanto previsto dagli obiettivi ambientali globali. Le emissioni di carbonio saranno pari a oltre il 4% in più rispetto a quelle preventivate globalmente. Con un contributo da parte della produzione energetica rinnovabile che toccherà il 50% del totale prodotto in Arabia Saudita.

Numeri ancora più importanti per la Middle East Green Initiative, che Riyadh porterà avanti in collaborazione con gli altri paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC). Parliamo di 50 miliardi di nuove piante per il più grande rimboschimento di sempre al mondo, in grado di ridurre del 2,5% i livelli di carbonio mondiali. Il Principe ereditario bin Salman ha dato anche disponibilità di formazione saudita ai paesi dell'area per efficientare le tecnologie di produzione da idrocarburi, in modo da ridurre le emissioni mediorientali del 60%. Pari a circa il 10% delle emissioni globali.

Le due iniziative seguono in linea di continuità gli sforzi compiuti dalla presidenza di turno G20 dell'Arabia Saudita che hanno prodotto l'adozione del concetto di Circular Carbon Economy, la creazione della prima taskfroce ambientale e il lancio di due iniziative per ridurre i territori degradati e le barriere coralline.

Il Primo Global Forum della Middle East Green Initiative si terrà durante il secondo trimestre del 2022. Intanto a soli due giorni dal lancio il Pakistan ha già annunciato l'intenzione di dare supporto alla Saudi Green Initiative.