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Iran: il 23 gennaio la Cisl scende in piazza per i diritti civili
Di Giuliana Mastri
Il 23 gennaio il Consiglio generale della Cisl darà vita a un presidio statico davanti all’Ambasciata della Repubblica Islamica a Roma. Con questa iniziativa il sindacato intende esprimere sostegno alla mobilitazione di giovani, donne e lavoratori iraniani che da mesi sfidano il regime teocratico chiedendo riforme democratiche e tutela dei diritti umani.
Le motivazioni della protesta
La mobilitazione nasce dall’esigenza di dare visibilità a chi, in Iran, invoca la fine del sistema degli ayatollah. La Confederazione guidata da Daniela Fumarola vuole denunciare la repressione, attribuita ai Pasdaran, contro i manifestanti. L’azione, nelle intenzioni della Cisl, va oltre il valore simbolico e si configura come una sollecitazione alla comunità internazionale perché intervenga con maggiore determinazione contro esecuzioni e detenzioni arbitrarie.
Il richiamo alle istituzioni
«L’appello che il nostro sindacato rivolge alle istituzioni nazionali ed europee – ha dichiarato la Segretaria Generale Daniela Fumarola – è di sostenere chi invoca la svolta democratica a costo della propria vita». Per la leader della Cisl è necessario che anche il sindacalismo internazionale faccia la propria parte per favorire una transizione non violenta, mantenendo una pressione diplomatica ed economica costante affinché cessino le violenze e si apra un percorso fondato su libertà e democrazia.
Orari e svolgimento
Il sit-in partirà alle 15:30 e proseguirà per l’intero pomeriggio. In serata è prevista una fiacustom — una fiaccolata in memoria delle vittime della repressione — pensata come segnale di vicinanza alle famiglie iraniane e come richiamo contro l’indifferenza dell’Occidente di fronte a violazioni sistematiche dei diritti civili.






