Esteri

Ue-Mercosur, la firma in Paraguay, manca solo la ratifica

19
Gennaio 2026
Di Giampiero Cinelli

L’Unione europea e il Mercosur hanno firmato sabato ad Asunción, in Paraguay, l’accordo commerciale atteso da oltre venticinque anni, mettendo il sigillo a uno dei più grandi trattati di libero scambio al mondo dopo un negoziato lungo e segnato da ripetuti scontri politici.

Alla cerimonia hanno partecipato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa, insieme ai leader del Mercosur di Argentina, Uruguay e del Paese ospitante, il Paraguay. Assente il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, tra i principali sostenitori dell’intesa, rappresentato dal ministro degli Esteri.

«Questo accordo manda un segnale forte al mondo», ha dichiarato von der Leyen. «È una scelta chiara e consapevole: scegliamo il commercio equo invece dei dazi e una partnership produttiva di lungo periodo».

La firma arriva al termine di una battaglia politica complessa all’interno dell’Ue, superata solo la scorsa settimana con il via libera degli Stati membri a maggioranza qualificata, dopo una serie di concessioni dell’ultima ora. Francia, Polonia, Austria, Irlanda e Ungheria hanno votato contro, mentre il Belgio si è astenuto.

Ora il dossier entra nella fase più delicata: la ratifica. L’accordo dovrà infatti essere approvato dal Parlamento europeo e dai parlamenti nazionali su entrambe le sponde dell’Atlantico, dove l’opposizione, in particolare da parte del mondo agricolo, si preannuncia ancora forte.

Se ratificato integralmente, il trattato darà vita a un’area di libero scambio che coinvolgerà oltre 700 milioni di persone tra Europa e America Latina. Più del 90% dei dazi sulle esportazioni europee verrebbe progressivamente eliminato, aprendo nuovi sbocchi soprattutto per l’industria manifatturiera europea.

I Paesi del Mercosur, dal canto loro, otterrebbero un accesso più ampio al mercato europeo per i prodotti agricoli, ma all’interno di contingenti rigorosi pensati per tutelare i settori più sensibili dell’Ue, come carne bovina e pollame.

Per Bruxelles, l’intesa rappresenta anche una mossa strategica in un contesto internazionale sempre più frammentato. Secondo la Commissione, l’accordo rafforza il commercio basato su regole condivise e consente all’Unione di consolidare la propria presenza in America Latina, in una fase di crescente competizione con la Cina e di incertezza sulle future scelte commerciali degli Stati Uniti.

Le trattative erano in realtà in piedi da anni. La prospettiva di un accordo di libero scambio con Paesi del Sud America ha sempre suscitato perplessità. E i voti contrari lo dimostrano. Perché non basta considerare il numero totale dei consumatori all’interno dell’area commerciale che si creerà, ovvero 780 milioni, il bacino più grande al mondo, e non basta nemmeno valutare le tabelle previsionali circolate, in quella del Parlamento Europeo l’Ue sarebbe in un buon surplus nei servizi, ma faticherebbe a vincere la partita dei beni. Ursula Von Der Leyen ha proposto, in caso di dumping evidente, l’attivazione di una clausola di salvaguardia che blocchi l’importazione dei prodotti e inneschi controlli più rigidi.

Ha prevalso la fiducia. La strada resta ora tracciata, l’ultimo miglio devono farlo i Parlamenti.