Esteri

Stop auto a benzina dal 2035, Bruxelles ci ripensa

17
Dicembre 2025
Di Giampiero Cinelli

Sullo stop ai motori termici Bruxelles comincia a frenare. La Commissione europea si prepara infatti a rivedere, almeno in parte, il percorso che porta al bando delle auto a benzina e diesel dal 2035. Quelle che sembravano destinate a sparire del tutto dai listini dei costruttori potrebbero invece sopravvivere, seppur in forma residuale, anche oltre quella data. Sempre che il mercato continui davvero a chiederle.

A Bruxelles è in discussione una revisione della riduzione delle emissioni di CO₂, oggi fissata al 100%. L’ipotesi allo studio prevede che dal 2035 le case automobilistiche possano ancora vendere un numero limitato di veicoli con motore a combustione interna, purché le emissioni complessive non superino il 10% dei livelli registrati nel 2021. In pratica, una piccola finestra per benzina e diesel, accompagnata però da condizioni stringenti. Tra queste, secondo fonti coinvolte nel dossier, potrebbe figurare l’obbligo di utilizzare acciaio a basse emissioni nella produzione.

Accanto a questa possibile deroga, la Commissione valuta anche un’apertura sui cosiddetti “range extender”. Si tratta di veicoli elettrici dotati di un piccolo motore a combustione che non muove le ruote, ma serve esclusivamente a ricaricare la batteria, estendendo l’autonomia. Una tecnologia che promette consumi contenuti e meno ansia da ricarica, ma sulla quale restano da chiarire eventuali limiti e condizioni di commercializzazione. Le interlocuzioni sono in corso e, al momento, nessuna decisione è stata formalizzata.

Nel frattempo, il mercato europeo continua a spostarsi verso l’elettrico. Nei primi dieci mesi del 2025 le immatricolazioni di auto a batteria sono cresciute del 26%, raggiungendo una quota del 16%. Segnali che indicano come la transizione proceda comunque, anche se a ritmo irregolare e tra molte resistenze.

Quel 10% di auto non elettriche ammesso dopo il 2035, se confermato, dovrà però essere compensato. Le emissioni residue potranno essere bilanciate attraverso l’uso di acciaio verde prodotto in Europa oppure grazie a carburanti alternativi. Ed è qui che si inserisce uno dei risultati più rivendicati dal governo italiano: l’apertura di Bruxelles ai carburanti sintetici, sostenuti dalla Germania, e ai biocarburanti, promossi da tempo dall’Italia e da Eni.

La revisione delle regole sulle emissioni rientra in un pacchetto più ampio di misure per il settore automotive presentato a Bruxelles. Oltre alla semplificazione normativa per l’industria, la Commissione punta a rafforzare la transizione verde partendo dalle flotte aziendali, considerate decisive per stimolare le vendite di elettriche e creare un mercato dell’usato nel giro di pochi anni. Completa il quadro un piano di sostegno alla filiera delle batterie prodotte in Europa, con risorse pari a 1,8 miliardi di euro.

A questo si affianca un’iniziativa specifica per incentivare le piccole auto elettriche, un segmento ancora poco sviluppato. I costruttori che investiranno in questi modelli potranno beneficiare di un meccanismo di “supercredito”, che consentirà di valorizzarne maggiormente il contributo ai target di riduzione della CO₂. L’obiettivo dichiarato è rendere l’auto elettrica accessibile anche alle famiglie con redditi medi e bassi, evitando che la transizione resti un privilegio per pochi.