Esteri
Meloni e Takaichi: Italia e Giappone rafforzano l’asse tra Mediterraneo e Indo-Pacifico
Di Lorenzo Berna
Italia e Giappone condividono «principi normativi e istituzionali» che, secondo Giorgia Meloni e la premier giapponese Sanae Takaichi, consentono ai due Paesi di «scegliere il rafforzamento della cooperazione bilaterale» e di agire insieme sulla scena globale per difendere «un ordine internazionale libero, giusto e aperto», in una fase segnata da «instabilità, competizione strategica e spinte revisioniste» che mettono sotto pressione le regole condivise.
Il messaggio è contenuto in un editoriale congiunto pubblicato dal Corriere della Sera e dal Nikkei, diffuso in concomitanza con la visita della presidente del Consiglio italiana a Tokyo, che cade nel 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. Le due leader rivendicano la determinazione a «costruire un futuro di sicurezza, pace, prosperità e stabilità» e collocano la convergenza bilaterale dentro un coordinamento più ampio nei principali fori multilaterali, «dal G7 alle Nazioni Unite», per sostenere «un ordine internazionale fondato su regole condivise e sulla forza del diritto».
Nel testo si richiama l’avvio dei rapporti nel 1866, quando «il mondo stava entrando in una nuova epoca», per poi aggiornare il parallelo all’attualità: «La rivoluzione digitale, la transizione energetica, l’avvento della AI, la competizione per le risorse strategiche e la ridefinizione delle catene globali del valore stanno plasmando un nuovo ordine globale». In questo scenario, scrivono Meloni e Takaichi, Roma e Tokyo «possono essere protagonisti» perché «condividiamo la responsabilità di contribuire al futuro ordine internazionale», uniti da valori che affondano «nelle nostre antiche tradizioni» e che rendono possibile «una visione comune della società». Le due premier rivendicano inoltre la consapevolezza del mandato ricevuto e l’impegno a esercitarlo «al massimo delle nostre capacità», definendo Italia e Giappone «grandi nazioni creative e innovative» che «insieme possono diventare protagonisti in un futuro di progresso condiviso».
Un «elemento distintivo» della visione comune viene individuato nella scelta di impegnarsi tra «Mediterraneo allargato e Indo-Pacifico», descritti come snodi centrali degli equilibri globali. In questa cornice, sottolineano, «la sicurezza economica assume un’importanza sempre maggiore»: l’obiettivo dichiarato è rafforzare le interconnessioni e rendere le catene di fornitura «più forti, sicure e resistenti agli shock esterni», accompagnando il lavoro per la competitività delle imprese e il contrasto alle «pratiche economiche sleali» che distorcono il mercato. «Il commercio può essere libero solo se è anche equo», scrivono.
La traiettoria indicata dall’editoriale si estende infine al Sud Globale, «inclusa l’Africa». Meloni e Takaichi richiamano le rispettive iniziative, il Piano Mattei e il processo Ticad, sostenendo che condividono «cooperazione paritaria e vantaggiosa per tutti», basata su soluzioni «co-create/condivise» e su investimenti in grado di generare prosperità nel lungo periodo. Il testo si chiude ribadendo la stessa idea-guida: Italia e Giappone, «grandi nazioni creative e innovative», puntano a muoversi insieme come attori di un progresso condiviso.





