Esteri

Iran, ultimatum a Teheran, riapri Hormuz entro oggi o ci saranno conseguenze

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Luglio 2026
Di Giampiero Gramaglia
Nel confronto fra Usa e Iran, c’è un altro ultimatum, l’ennesimo: gli Stati Uniti chiedono all’Iran di annunciare pubblicamente entro oggi che lo Stretto di Hormuz è di nuovo aperto alla navigazione e che le navi che lo attraversano non saranno più attaccate. L’ultimatum è stato comunicato ai media da funzionari di alto rango dell’Amministrazione Trump: per loro, scrive l’AP, “le lotte di potere interne al regime di Teheran rendono più difficile raggiungere e mantenere un accordo”. Se l’Iran non si adeguerà, “ci saranno conseguenze”. All’ultimatum, si somma il monito del presidente Usa Donald Trump, dopo che l’intelligence di Israele lo ha informato che l’Iran starebbe preparando un attentato contro di lui: “Se mi uccidono, ho già dato istruzioni che siano distrutti”, ha detto al New York Post. La Fox parla d’una “linea dura” dell’Amministrazione Trump, mentre “le lancette dell’orologio segnano” l’avvicinarsi della scadenza dell’ultimatum. E la Cnn rivela che l’Iran sta già ripristinando e fortificando i siti nucleari danneggiati dagli attacchi israelo-americani dei mesi scorsi. Il Washington Post mette l’accento su dichiarazioni di Trump secondo cui i colloqui di pace tra Usa e Iran stanno per riprendere, forse già oggi stesso, anche se le due parti in settimanahanno intensificato i reciprochi attacchi. Nello stesso tempo, Trump, in un post sui social, ripete che “il cessate-il-fuoco è finito senza alcun dubbio”. A metà giugno, i due Paesi avevano firmato un memorandum of understanding per una finestra negoziale di 60 giorni, durante la quale doveva essere rispettata una tregua mai realmente osservata: attacchi iraniani alle navi nello Stretto di Hormuz, reazioni americane, persistente presenza militare israeliana nel Sud del Libano. Il Wall Street Journal sostiene che l’Amministrazione Trump è “crescentemente pessimista” sulla possibilità di concludere un accordo sul nucleare con l’Iran, per escludere che Teheran si doti mai dell’atomica. Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, la navigazione sarebbe “praticamente bloccata”, dopo gli incidenti dei giorni scorsi, tranne che per le navi iraniane o quelle il cui transito avvantaggia l’Iran. E il quotidiano economico getta uno sguardo sulla guerra ucraina da un’angolatura insolita: dice che il conflitto “sta prendendo una piega contraria” al presidente russo Vladimir Putin, che, però, non vuole ‘mollare la presa’. “L’Ucraina – scrive il WSJ – ha più carte in mano quest’anno – un’eco della frase di Trump, secondo cui Kiev “non aveva le carte”, ndr– … e le sta giocando bene sfruttando le vulnerabilità della Russia … Da anni, Mosca soverchiava l’Ucraina in una guerra d’attrito, dove il tempo era dalla sua parte… Ora scopre che il tempo non è necessariamente dalla sua parte”. Sul fronte interno, Trump sta giocando a braccio di ferro con il Congresso per ottenere il varo di una legge che limiterebbe l’accesso alle urne nelle elezioni di midterm, il 3 novembre, richiedendo agli elettori di esibire un documento d’identità – molti negli Usa non ne hanno uno, a parte la patente e il numero della sicurezza sociale – e riducendo le possibilità di votare per posta. Siccome il Congresso è riluttante, Trump s’è rifiutato di firmare la legge sull’edilizia sociale approvata anche con i voti dei repubblicani, senza però porvi il veto. Così, la legge è entrata in vigore alla mezzanotte di ieri, nonostante la mancata firma.