Economia

Tajani spinge sull’export: fiere, India e sostegni alle imprese

27
Gennaio 2026
Di Ilaria Donatio

Dalla promozione del Made in Italy sui mercati globali al sostegno immediato alle imprese colpite dal maltempo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tracciato oggi alla Farnesina una linea che tiene insieme politica estera, export e tutela del sistema produttivo, intervenendo all’evento “La promozione dell’export italiano nel mondo. Calendario fieristico e azioni del Sistema Italia per il 2026”.

Sul fronte dell’emergenza meteo, Tajani ha annunciato l’attivazione immediata degli strumenti della cosiddetta “diplomazia della crescita” a favore delle imprese di Sicilia, Sardegna e Calabria, le regioni più colpite dalle recenti alluvioni.
«Ho sentito i presidenti delle tre regioni – ha detto – e data la gravità della situazione abbiamo deciso di mettere a disposizione da subito tutti gli strumenti della diplomazia della crescita». Dopo l’evento è prevista una riunione di coordinamento per consentire a Ice, Simest e Sace di sostenere le aziende danneggiate. Il ministro ha inoltre annunciato l’organizzazione di incontri diretti sui territori per mantenere un contatto operativo con le imprese coinvolte.

Il messaggio di fondo resta però quello di una strategia di lungo periodo sull’export. Tajani ha ribadito che «per noi l’export rappresenta il 40 per cento del Pil» e che l’obiettivo del governo è arrivare a 700 miliardi di euro di esportazioni entro il 2027. I dati del 2025 finora disponibili, ha aggiunto, sono «ottimisti». In questo quadro, la firma dell’accordo con il Mercosur e la nuova intesa di libero scambio tra Unione europea e India consentono, secondo il ministro, «di guardare con ottimismo verso il futuro».

Proprio l’accordo con New Delhi è stato definito «un’ottima notizia per le imprese italiane». L’India, ha ricordato Tajani, è uno dei Paesi chiave del Piano d’azione per l’export nei mercati extra-UE e la nuova intesa aprirà opportunità in settori come macchinari, farmaceutico e agroalimentare di qualità, rafforzando al tempo stesso il ruolo economico dell’Europa.

A questa strategia si affianca il calendario fieristico internazionale, considerato uno degli strumenti principali di proiezione esterna del Made in Italy. Per il 2026 sono già previsti 878 appuntamenti, di cui 276 fiere internazionali e 202 nazionali, con una forte presenza dei settori food, moda, tecnologia, meccanica e agroindustria. Nel 2025 le fiere hanno coinvolto oltre 17 milioni di visitatori e l’Italia resta il quarto Paese al mondo per superficie fieristica coperta.

Nel quadro della riforma della Farnesina, Tajani ha rivendicato il rafforzamento della dimensione economica della politica estera, che passerà anche da nuovi forum imprenditoriali a Shanghai e Miami e dalla Conferenza nazionale dell’export del 2026.

In questo scenario, anche i grandi eventi diventano strumenti di promozione. «Le Olimpiadi di Milano-Cortina – ha detto – saranno una straordinaria vetrina per le nostre imprese», inserendo l’appuntamento del 2026 nella più ampia strategia di attrazione di investimenti e visibilità internazionale.

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