Economia

Scrive Bruxelles, bene le riforme ma fare di più e ridurre spesa

25
Maggio 2022
Di Giampiero Cinelli

Il rapporto tra Italia e Ue è assiduo e sempre da tenere in considerazione. Da Bruxelles è arrivato al Governo un report che analizza lo stato delle riforme e il percorso del Paese verso la stabilità, con annesse raccomandazioni. Il documento è legato al punto di primavera del semestre europeo, caratterizzato dalla spinta comunitaria alla transizione verde e alle misure anticrisi ucraina.

L’Europa ha confermato che la clausola al patto si stabilità sarà confermata anche nel 2023 e terminerà nel 2024, siccome gli impatti dati dal conflitto bellico gettano ancora troppe incertezze. La situazione finanziaria delle nazioni è stata osservata in 18 Paesi tra cui il nostro. La valutazione si ripeterà in autunno, ma in questo caso non verranno presi provvedimenti relativi ai disavanzi eccessivi. Rispetto al 2021 la situazione italiana è stata giudicata idonea, ma già dal 2023 si raccomanda di cominciare a ridurre il deficit e il debito, non superando il parametro del 3%. In caso contrario una procedura per disavanzo sarebbe una possibilità molto concreta e verrebbe intrapresa nella primavera del prossimo anno.

La Commissione sottolinea quindi l’importanza di attuare il piano di Ripresa e Resilienza (RRF), ora affiancato al programma REPower EU, che si focalizza sulla riduzione dell’indipendenza dai combustibili fossili, specie dalla Russia. Su questo sono stati valutati i passi avanti ma è stata posta la necessità di rendere gli investimenti più fluidi. L’import energetico inquinante dell’Italia è ancora molto massiccio. Nel futuro bisognerà anche guardare al biometano.

Maggiore competitività secondo Bruxelles passa anche dalle riforme. Come quella fiscale e del catasto, attese tra il 2022 e il 2023. L’UE ha sottolineato che l’Italia si distingue per la più lunga durata dei processi, dunque è necessario trovare altre modalità di conciliazione, con maggiori possibilità di non utilizzare per forza i tre gradi di giudizio. La riforma fiscale, invece, dovrebbe rendere più oculato il sistema, riducendo anche le necessità di spesa corrente da parte dello Stato. Chiesto più impegno in norme che combattano l’evasione fiscale. Un monito è arrivato anche sulla cosiddetta “tax expenditure”, cioè la spesa a carico dello Stato per esenzioni e detrazioni fiscali.

In ultimo la transizione digitale, Industria 4.0. Per l’UE è cruciale nel favorire la maggiore produttività del Paese, che negli anni si è ridotta. Spingere su ICT e Cloud. Fondamentale per la Pubblica Amministrazione. Funzionale all’obiettivo è il rifinanziamento dei fondi specifici.