Economia

Le previsioni economiche del 2024, cosa dicono gli analisti

28
Dicembre 2023
Di Francesco Tedeschi

Dopo aver evitato una recessione globale in seguito agli shock del 2022-2023, le forze economiche e geopolitiche continueranno a rimodellare le fondamenta dell’ ordine mondiale anche nel 2024. L’impennata dei rendimenti obbligazionari, che ha fatto seguito a un decennio di condizionamenti da parte delle banche centrali, è il segno più evidente di questa nuova era. Tuttavia, la crescente influenza delle politiche fiscali mette in discussione l’egemonia che le banche centrali hanno esercitato sin dagli anni Novanta.

Il dominio della politica fiscale guiderà la crescita economica e determinerà i nuovi vincitori e vinti a livello globale. Le tecnologie trasformative, la transizione energetica in corso e il riallineamento geopolitico, influenzato dalle politiche degli Stati Uniti, sono temi chiave che si osserveranno per tutto il 2024. Secondo gli analisti di Mirabaud AM “se da un lato emergono opportunità grazie alla diversificazione delle catene di approvvigionamento, dall’altro il contesto in continua evoluzione introduce anche dei rischi, tra cui guerre locali, spostamenti di potere a livello regionale e sfide impreviste come disordini politici simili a quelli del 2016, senza contare, il rischio di stagflazione”.

Negli Stati Uniti, i deficit hanno raggiunto quasi 2.000 miliardi di dollari nel 2023, con stime del 4% del PIL e del 22% del gettito fiscale entro il 2028. Con le elezioni del 2024 che si avvicinano, le banche centrali, come la Fed, devono decidere se continuare la lotta all’inflazione o introdurre politiche fiscali accomodanti. Una pausa nei rialzi dei tassi è prevista per la fine del 2023, favorendo la trasformazione industriale e la crescita economica. Nel 2024, il focus potrebbe non essere più sui timori di inflazione ma sul passaggio di testimone dalla politica monetaria, che dominava sin dagli anni Ottanta, alla politica fiscale.

Negli ultimi due anni è stato difficile prevedere l’inflazione, i tassi d’interesse, le tensioni geopolitiche e i cambiamenti politici, e pochi avrebbero previsto una pandemia all’inizio del 2020. Tuttavia fanno sapere dalla banca ginevrina Union Bancaire Privée, UBP, se guardiamo al 2024 ci sono numerose società a buon mercato. L’anno prossimo potrebbe esserci o meno una recessione – di certo le previsioni di crescita per l’Europa sono pericolosamente basse – eppure le stime su molte società hanno già prezzato una recessione. In effetti, molte di esse si trovano da anni in una fase di recessione degli utili e hanno il potenziale per accelerare. Insomma nonostante due anni di guerre, inflazione e intoppi nella catena delle forniture il peggio sembra già essere stato messo in conto.