Economia

Extraprofitti delle banche, il testo della norma

09
Agosto 2023
Di Alessandro Caruso

Ok dal Cdm al prelievo degli extraprofitti banche. In particolare, un prelievo del 40% sugli extraprofitti maturati dalle banche. La norma è arrivata a “sorpresa” sul tavolo dell’ultima riunione del Consiglio dei ministri prima della pausa estiva, lunedì scorso. Il provvedimento, che entra nel cosiddetto decreto Asset, è limitato al 2023 e prevede che gli introiti siano utilizzati per sostenere il taglio delle tasse e le spese per i mutui per l’acquisto della prima casa. «Si verrà a contare un 40% di prelievo dagli extra-profitti multimiliardari per le banche, limitato al 2023 e questo fondo che pensiamo sarà abbastanza congruo, andrà ad alimentare le voci sul taglio delle tasse ed il sostegno per i mutui sulla prima casa», rivendica il vicepremier Matteo Salvini che ha annunciato la misura. Per il leader della Lega, «il ministro Giorgetti ha portato in Consiglio una norma di equità sociale». La riunione a Palazzo Chigi ha dato anche il via libera, tra le altre cose, alla rimozione del tetto dei compensi in favore dei super consulenti che lavoreranno alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, un provvedimento accompagnato negli ultimi giorni da numerose polemiche da parte delle opposizioni. Salvini chiarisce che la norma non riguarderà i componenti del consiglio di amministrazione della società Ponte sullo Stretto, ma soltanto “dirigenti come già avviene in Anas, Rfi e nella società costituita per il Giubileo”. Un ritocco necessario, anche dopo le sollecitazioni che sarebbero arrivate da Palazzo Chigi.

Nello specifico, di seguito il testo autentico della normativa che istituisce il prelievo degli extraprofitti delle banche.

LA PRECISAZIONE DEL MEF

La misura non ha mancato di generare allarmismi, con la conseguenza di una perdita fino al 10% di molti titoli bancari nella giornata di ieri. Per questo il Mef ha ritenuto di intervenire “alleggerendo” un po’ l’impatto della norma, stabilendo che la misura proposta, ai fini della salvaguardia della stabilità degli istituti bancari, prevede anche un tetto massimo per il contributo che non può superare lo 0,1 % del totale dell’attivo. Il correttivo della normativa iniziale è stato sintetizzato in una nota diffusa dal Mef, che vi riportiamo.