Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato il calendario delle emissioni di titoli di Stato per il primo trimestre del 2026, annunciando un piano di collocamento di BTP per almeno 38 miliardi di euro. L’operazione rappresenta una delle fasi più intense del fabbisogno di finanziamento pubblico previsto per l’anno e prevede l’utilizzo di diverse tipologie di titoli per coprire rimborsi e nuove esigenze di cassa.
Le emissioni prenderanno avvio già a metà gennaio, con i BOT che aprono il calendario delle aste e si susseguono in appuntamenti ravvicinati. A seguire, il Tesoro colloca i BTP a medio e lungo termine, includendo anche strumenti come i BTP Short Term e quelli legati all’inflazione europea. Questo mix mira a soddisfare sia le esigenze di finanziamento dello Stato sia la domanda degli investitori istituzionali e retail.
Secondo il piano di emissioni, il MEF ha previsto un ammontare minimo di circa 9 miliardi di euro destinati ai titoli a brevissima scadenza e ai BTP triennali, mentre 10 miliardi di euro saranno collegati a titoli quinquennali e altrettanti a quelli settennali. Nel corso del trimestre potranno essere offerte ulteriori tranche in base all’andamento dei mercati finanziari.
Il calendario ufficiale, diffuso dal Dipartimento del Tesoro, include aste programmate ogni mese tra gennaio e marzo 2026, con scadenze e dettagli tecnici che gli operatori di mercato e i risparmiatori seguono con attenzione per pianificare investimenti e coperture di portafoglio.
Le emissioni previste si inseriscono in un quadro più ampio di gestione del debito pubblico italiano, il cui fabbisogno totale per il 2026 è influenzato dalle scadenze dei titoli già in circolazione e dalle esigenze di copertura del bilancio statale. Il ricorso a diverse tipologie di BTP consente al Tesoro di diversificare le scadenze e attrarre una gamma più ampia di investitori.
Oltre alle normali emissioni, il MEF valuterà la possibilità di offrire nuovamente titoli come il BTP Valore e, in prospettiva, anche BTP Italia, strumenti pensati per il coinvolgimento dei risparmiatori al dettaglio che in passato hanno registrato riscontri positivi in termini di raccolta.
In un contesto di costante monitoraggio dei mercati finanziari e delle condizioni macroeconomiche globali, il calendario delle emissioni 2026 rappresenta un passaggio chiave per la gestione del debito pubblico italiano e per l’equilibrio tra fabbisogno e sostenibilità finanziaria.





