Cultura

Sanremo: testo ironico coi 30 titoli delle canzoni

25
Febbraio 2026
Di Paolo Bozzacchi

La serata era iniziata come una “Magica favola”, ma conoscendo Sanremo sapevo che sarebbe finita in un “Uomo che cade” — metaforico, si spera.

Appena entrato, ho sentito qualcuno gridare “Resta con me”, ma era solo uno che non trovava il guardaroba. Nel frattempo Chiello sospirava “Ti penso sempre”, probabilmente rivolto al catering.

Quando Dargen ha urlato “Ai Ai”, ho capito che qualcosa non andava. Ditonellapiaga ha confermato con un secco “Che fastidio!” guardando i fotografi appollaiati come “Avvoltoi” pronti allo scoop.

Poi è scesa Elettra con un teatrale “Voilà”, mentre Nigiotti spiegava che “Ogni volta che non so volare” prende l’ascensore. Ermal, con aria da favola della buonanotte, sussurrava “Stella stellina”, e Fedez & Masini commentavano che tutto questo è un “Male necessario”.

Renga prometteva “Il meglio di me”, ma Fulminacci inciampava in una “Stupida sfortuna”: microfono spento. J-Ax distribuiva l’“Italia Starter Pack”: pizza fredda, polemica calda e meme pronti.

Nei camerini giravano “Poesie clandestine”, Leo diceva che è tutto “Naturale”, mentre Levante puntava il dito: “Sei tu” che hai finito il fondotinta. Luchè si perdeva nel “Labirinto” dei corridoi, tra tecnici e panini, osservato da Malika e dai suoi “Animali notturni”.

Mara confessava “Le cose che non sai di me”, ma Maria Antonietta & Colombre risolvevano tutto con “La felicità e basta”. Michele garantiva “Prima o poi” vincerò qualcosa, e Nayt lo avvisava: “Prima che” cambino le regole.

Patty trasformava la sala in un’“Opera”, Raf giurava “Ora e per sempre”, mentre Sal Da Vinci rilanciava con “Per sempre sì” come se stessimo firmando un mutuo collettivo.

Samurai Jay cadeva in “Ossessione” per i follower, Sayf dichiarava “Tu mi piaci tanto” al televoto, Serena invitava tutti “Qui con me” sotto il palco, e Tommaso studiava “I romantici” con occhio sociologico.

Alla fine, mentre le luci si spegnevano, ho capito che non era solo un festival: era una terapia di gruppo con orchestra.

E, sorprendentemente, nessuno è caduto davvero. Solo metaforicamente. Come tradizione.

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