Cultura

Scelte le finaliste per la Capitale della Cultura 2028

23
Gennaio 2026
Di Giuliana Mastri

La corsa alla Capitale italiana della Cultura 2028 entra nella sua fase decisiva. Il Ministero della Cultura ha reso noti i dieci dossier selezionati dalla giuria, dando ufficialmente il via alla volata finale che porterà all’assegnazione del titolo. Un passaggio chiave, che ogni anno accende aspettative diffuse, confronto tra territori e una competizione che è culturale ma anche, inevitabilmente, politica.

Con la selezione dei finalisti scatta ora il vero conto alla rovescia. Le città ammesse dovranno presentarsi a Roma, a fine febbraio, per le audizioni pubbliche davanti alla giuria. Sarà quello il momento della verifica: non basteranno più slogan e ambizioni, ma servirà dimostrare la solidità di una visione e la capacità di trasformare la cultura in un progetto credibile di sviluppo.

Negli anni, infatti, il titolo di Capitale della Cultura ha smesso di essere una semplice vetrina simbolica. È diventato uno strumento di politica territoriale, un banco di prova per amministrazioni e comunità locali, un indicatore della capacità di fare sistema e di tradurre il patrimonio culturale in un motore concreto di crescita.

I dieci progetti finalisti restituiscono una mappa articolata del Paese, che attraversa borghi e città medie, aree interne e realtà costiere, Nord e Sud. Anagni è in corsa con “Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce”, mentre Ancona punta su una narrazione ancorata al presente con “Ancona. Questo adesso”. Catania propone “Catania continua”, un messaggio che richiama resilienza e trasformazione.

La Toscana è rappresentata da Colle di Val d’Elsa con “Colle28. Per tutti, dappertutto”, mentre la Romagna si affida a Forlì e ai suoi “Sentieri della bellezza”. Dal Mezzogiorno arriva Gravina in Puglia con “Radici al futuro”, progetto che intreccia identità e prospettiva. Massa sceglie un registro evocativo con “La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia”. In Campania, Mirabella Eclano rilancia l’asse dell’Appia con “L’Appia dei popoli”. La Liguria schiera Sarzana con “L’impavida. Sarzana crocevia del futuro”, mentre Tarquinia chiude la rosa con “La cultura è volo”, puntando su una narrazione fortemente identitaria.

Ora, però, il confronto entra nel vivo. Il Ministero ha convocato le dieci finaliste per le audizioni pubbliche che si terranno giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026 nella Sala Spadolini, a Roma. Ogni città avrà a disposizione un’ora complessiva: mezz’ora per presentare il proprio dossier e mezz’ora per rispondere alle domande della giuria. Le audizioni saranno aperte al pubblico e trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube del ministero.

Il calendario è già definito: il 26 febbraio si confronteranno Anagni, Ancona e Catania, seguite nel pomeriggio da Colle di Val d’Elsa e Forlì. Il giorno successivo toccherà a Gravina in Puglia, Massa e Mirabella Eclano, mentre nel pomeriggio saranno ascoltate Sarzana e Tarquinia.

La decisione finale è attesa entro il 27 marzo 2026. Alla città vincitrice, oltre al titolo, spetterà un contributo di un milione di euro, destinato a sostenere il programma culturale presentato. Un riconoscimento che vale molto più della cifra: in gioco c’è la capacità di trasformare un progetto culturale in una traiettoria di sviluppo duratura.