Cultura

AssoBirra presenta l’Annual Report 2025: una filiera resiliente tra consumi, competitività e nuovi equilibri di mercato

25
Giugno 2026
Di Beatrice Telesio di Toritto

La birra continua a rappresentare uno dei prodotti più radicati nelle abitudini di consumo degli italiani, ma i numeri del 2025 raccontano anche un mercato alle prese con profonde trasformazioni economiche, sociali e demografiche. È quanto emerge dall’Annual Report 2025 di AssoBirra, presentato a Roma nel corso dell’evento “Birra, un ecosistema per la crescita”, che ha riunito imprese, economisti e rappresentanti delle istituzioni per fare il punto sullo stato di salute di una filiera che genera oltre 10 miliardi di euro di valore condiviso e sostiene più di 112 mila posti di lavoro lungo tutta la catena produttiva.

Secondo i dati diffusi dall’associazione, nel 2025 i consumi di birra in Italia si sono attestati a 21,2 milioni di ettolitri, in lieve calo del 2,5% rispetto all’anno precedente ma ancora su livelli superiori a quelli pre-pandemia. Anche la produzione nazionale registra una flessione del 2,5%, fermandosi a 16,8 milioni di ettolitri, mentre continua a pesare la competizione internazionale. A distinguersi è invece il segmento delle birre low e no alcol, che in un solo anno ha quasi raddoppiato il proprio peso sul mercato, passando dal 2,1% al 3,9%, segnale di un cambiamento sempre più evidente negli stili di consumo.

«I dati confermano che il comparto birrario italiano sta attraversando una fase di resilienza, seppur non priva di ostacoli e dentro uno scenario economico complesso, segnato da stagnazione dei consumi, pressione sul potere d’acquisto e cambiamenti profondi nei comportamenti delle famiglie», ha sottolineato il presidente di AssoBirra Federico Sannella. Per il presidente dell’associazione la sfida dei prossimi anni sarà rafforzare la filiera, sostenere il rilancio dell’Horeca, accompagnare gli investimenti in innovazione e sostenibilità e costruire un contesto più favorevole alla competitività delle imprese.

Ad accompagnare la presentazione dei dati è stata l’analisi economica realizzata da REF Ricerche e illustrata dal partner Fedele De Novellis. Lo studio evidenzia come il mercato della birra rifletta alcune delle principali trasformazioni che stanno attraversando l’economia italiana: consumi delle famiglie sostanzialmente stabili, potere d’acquisto ancora inferiore ai livelli pre-crisi, invecchiamento della popolazione e cambiamento delle abitudini di spesa. In questo scenario, la birra mantiene una sostanziale tenuta, mentre emergono nuove preferenze orientate verso consumi più moderati e prodotti a ridotto contenuto alcolico.

L’iniziativa ha rappresentato anche un momento di confronto tra il settore e le istituzioni. Tra gli interventi istituzionali quello di Federico Eichberg, Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, insieme ai contributi tra gli altri del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, del presidente della Commissione Finanze della Camera Marco Osnato e del segretario di Presidenza della Camera Stefano Vaccari.

Al centro del dibattito il ruolo strategico della filiera brassicola per il sistema agroalimentare nazionale, la necessità di sostenere la competitività delle imprese e l’importanza di accompagnare le trasformazioni del mercato con politiche favorevoli agli investimenti, all’innovazione e alla valorizzazione del Made in Italy.

Accanto alle istituzioni, l’evento ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti del comparto. Oltre a Sannella, sono intervenuti il Past President di AssoBirra Alfredo Pratolongo, la Vice Presidente di AssoBirra Serena Savoca e Claudia Buzio, Advisor del Presidente per la Coesione Associativa. Un confronto che ha messo in evidenza la volontà dell’associazione di rafforzare il dialogo tra imprese, filiera e decisori pubblici per affrontare le sfide dei prossimi anni, dalla sostenibilità ambientale ed energetica alla digitalizzazione, fino alla valorizzazione del capitale umano e delle competenze necessarie per sostenere la crescita del settore.

In un contesto caratterizzato da trasformazioni demografiche e crescente attenzione verso modelli di consumo più equilibrati, il settore birrario guarda dunque al futuro puntando su innovazione, qualità e capacità di adattamento. La crescita delle birre low e no alcol, insieme alla richiesta di maggiore competitività per la filiera nazionale, rappresenta uno dei segnali più evidenti di una fase di cambiamento che coinvolge non soltanto il comparto, ma più in generale l’evoluzione dei comportamenti di consumo degli italiani. Una sfida che imprese e istituzioni sono chiamate ad affrontare insieme, nella consapevolezza che la birra continua a rappresentare un tassello importante dell’economia agroalimentare e del tessuto produttivo del Paese.