Cultura

A Napoli c’è il tampone sospeso (come il caffé)

25
Novembre 2020
Di Redazione

Il caffè sospeso (in napoletano ‘o café suspiso) o caffè pagato, è una tradizione sociale e solidale nata a Napoli, probabilmente durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di una pratica molto semplice: quando qualcuno va al bar e vuole un espresso, semplicemente ne paga due: il primo per sé stesso, mentre l’altro rimane in “sospeso”, in attesa che qualcuno che non possa permetterselo lo ordini.

Il concetto di caffè sospeso infatti è applicabile anche ad altre iniziative: abiti, ristoranti, hotel e molto altro tra cui anche l’attuale emergenza sanitaria da Covid 19. Come? Nulla di più facile. In diversi luoghi della citta di Napoli, grazie al supporto di diverse associazioni senza scopo di lucro operanti nei quartieri più in difficoltà della citta, sono stati predisposti dei luoghi nei quali i cittadini possono sottoporsi al test.

Si tratta di luoghi non convenzionali, ma facilmente raggiungibili per tutti come nel caso della chiesa di San Severo fuori le mura, al Rione Sanità, che per prima ha deciso di accogliere al suo interno questo progetto.

L’iniziativa partenopea, nata per volere della Fondazione San Gennaro e dell’associazione Sanità Diritti in Salute, si sta piano piano espandendo e vi stanno aderendo anche molte altre realtà sparse su tutto il territorio, a partire da Don Stefano Giaquinto della parrocchia di San Michele Arcangelo di Casagiove, che nella sua parrocchia ha attuato il “tampone sospeso”, grazie al sostegno di volontari e medici locali.

Ma come funziona questo “tampone sospeso”? In due modi: chi vuole, attraverso le informazioni reperibili sul sito delle associazioni coinvolte, può donare la somma per un tampone che sarà destinato a coloro che non possono permetterselo. Chi invece decide di recarsi presto questi luoghi ed effettuare un tampone pagandolo 18 euro, può poi decidere di pagarne un secondo e lasciarlo, appunto, sospeso direttamente in loco. I test vengono effettuati dai molti medici hanno deciso di mettere le loro competenze a disposizione di queste iniziative in maniera gratuita e i risultati vengono analizzati in collaborazione con la Asl.

Alla base di questa iniziativa di solidarietà dedicata ai soggetti più fragili ed emarginati della popolazione vi è la certezza che solo effettuando uno screening competo di tutta la popolazione si possano individuare i soggetti positivi con rapidità e arginare cos’ la crescita dei contagi. A questo va aggiunto che l’attuale crisi sanitaria ha come conseguenza diretta una crisi economica che colpisce duramente coloro che già stavano vivendo una situazione di difficoltà e per questo motivo uno strumento come il tampone deve essere accessibile a tutti. 

 

Valentina Ricci 

 

 

Photo Credits: Regione Piemonte

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