Di Giampiero Cinelli | 25 Marzo 2026
Daniela Santanchè si è dimessa, terza vittima del referendum
La ministra del Turismo lascia dopo la richiesta esplicita di Meloni, anticipando la mozione di sfiducia dell’opposizione fissata per il 30 marzo.
La ministra del Turismo lascia dopo la richiesta esplicita di Meloni, anticipando la mozione di sfiducia dell’opposizione fissata per il 30 marzo.
Un referendum partecipato, divisivo, e soprattutto politico. La riforma della giustizia viene bocciata: il No vince con il 53,7%, con un’affluenza intorno al 59%, alta per uno strumento che negli ultimi anni aveva spesso faticato a mobilitare.
Ha vinto il no. E lo ha fatto con un margine che nessuno avrebbe potuto immaginare qualche mese fa. Cosa lascerà il risultato nei due fronti?
Non siamo ancora alla sera dell’ultimo giorno di voto e c’è già chi brinda. Secondo Youtrend la distanza tra le due percentuali è incolmabile.
Giorgia Meloni sarà in visita ufficiale ad Algeri il 25 marzo. La missione si inserisce in un contesto segnato da forti tensioni geopolitiche.
Il decreto carburanti riporta lo Stato al centro nella gestione della crisi energetica tra interventi fiscali e controllo dei prezzi.
Gli italiani sono chiamati per il referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia. Il voto si accompagna a un dibattito denso.
È morto Umberto Bossi. Dalla nascita della Lega al governo, la sua eredità ha cambiato linguaggio e equilibri della politica italiana.
Dalla crisi energetica alla riforma fiscale, fino alle infrastrutture digitali: le priorità della maggioranza. Ne parla Ylenja Lucaselli.
Non c’è da scandalizzarsi. Sono i nuovi vettori della comunicazione, meglio saperli usare che rimanere indietro.
Il 22 e 23 marzo gli italiani sono chiamati per il referendum sulla riforma della giustizia. Un voto che riguarda snodi centrali del sistema.
Un sapore nuovo. Più intenso. La Giornata 2026 dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera non è come le altre.