Ambiente

Transizione energetica, Vigilante: «Oggi il GSE affianca cittadini, imprese ed enti locali»

11
Giugno 2026
Di Paolo Bozzacchi

(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)
La transizione energetica non si misura soltanto nei megawatt installati. Si misura anche nella capacità di trasformare strumenti, incentivi e opportunità in benefici concreti per famiglie e imprese. È una sfida che riguarda la diffusione delle rinnovabili, ma anche la semplificazione dei processi, l’accesso alle informazioni e il rapporto tra istituzioni e territori. Un terreno sul quale, secondo Vinicio Vigilante, Amministratore Delegato del Gestore dei Servizi Energetici, si gioca una parte importante della competitività energetica del Paese. Intervistato da Urania News a margine del Festival dell’Energia di Lecce, Vigilante ha delineato un modello nel quale il ruolo del GSE evolve insieme alle esigenze della transizione.

«Mentre fino a qualche tempo fa dicevamo che il GSE finanziava la transizione energetica, oggi parliamo di un GSE che affianca cittadini, imprese ed enti locali per attuare le misure che contrastino il caro energia», spiega. Un cambiamento che riflette l’evoluzione dello scenario energetico. Per Vigilante la transizione non può più essere considerata soltanto una questione ambientale. È diventata anche una questione di sicurezza energetica, autonomia e indipendenza. È per questo che insiste sul concetto di «buona transizione energetica», ovvero una transizione capace di trasferire ai consumatori il valore economico delle fonti rinnovabili.

«La buona transizione energetica è quella che consente di trasferire ai consumatori il valore delle rinnovabili che è rappresentato dal basso costo», osserva. L’obiettivo non è quindi soltanto aumentare la produzione di energia pulita, ma fare in modo che i benefici economici derivanti dalle rinnovabili arrivino concretamente a famiglie e imprese. È su questo terreno che il GSE concentra una parte crescente della propria attività. Informazione e supporto rappresentano due condizioni essenziali per favorire la diffusione degli strumenti oggi disponibili. Un esempio è quello delle comunità energetiche rinnovabili, che il GSE considera una delle principali innovazioni degli ultimi anni. Strumenti che consentono a cittadini, enti e organizzazioni di condividere l’energia prodotta localmente e che hanno come obiettivo quello di coniugare sostenibilità e riduzione dei costi energetici. «Soprattutto informazione e soprattutto accompagnamento nell’utilizzo di questi nuovi strumenti», sottolinea, indicando una delle direttrici principali dell’attività dell’ente.

Accanto ai cittadini, uno degli interlocutori prioritari resta il mondo delle imprese. Il costo dell’energia continua infatti a rappresentare un elemento di pressione per il sistema produttivo italiano e il GSE punta a sostenere il percorso di investimento delle aziende nelle fonti rinnovabili. In questa direzione si inserisce la convenzione recentemente sottoscritta con Confindustria, richiamata dallo stesso Vigilante come uno strumento di collaborazione per accompagnare le imprese nell’utilizzo delle misure disponibili.

Tra queste figura l’Energy Release, pensato per i grandi consumatori di energia e finalizzato a favorire nuovi investimenti nelle fonti rinnovabili. Ma l’attenzione non riguarda soltanto le realtà più energivore. «Non ci sono soltanto le grandi imprese, anche le piccole e medie imprese». Per queste ultime, ricorda Vigilante, nell’ambito del Decreto Energia si è pensato a strumenti come i contratti a lungo termine, che consentono di accedere a prezzi dell’energia inferiori rispetto a quelli di mercato e di aumentare la prevedibilità dei costi.

Il raggiungimento degli obiettivi energetici richiede però il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali. Vigilante sottolinea il ruolo centrale di regioni e comuni, ricordando come una parte significativa delle autorizzazioni per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili sia di competenza delle amministrazioni territoriali.

In questo percorso la semplificazione rappresenta una delle priorità dichiarate. «Questa è un’altra stella polare dell’azione del GSE», afferma Vigilante. L’obiettivo è ridurre il peso della burocrazia e rendere più semplice l’accesso agli incentivi e agli strumenti esistenti. Il caso delle comunità energetiche viene indicato come uno degli esempi più significativi. «Siamo partiti da zero», osserva. Da qui la scelta di costruire una vera e propria «cassetta degli attrezzi» per accompagnare concretamente chi intende investire in questi progetti. Un approccio che sintetizza anche l’evoluzione del ruolo del GSE descritta da Vigilante: non soltanto gestire strumenti e risorse, ma aiutare cittadini, imprese ed enti locali a utilizzarli. Perché la sfida della transizione energetica, oggi, non sembra essere soltanto quella di mettere a disposizione nuove opportunità, ma di renderle davvero accessibili.