Ambiente

Italia travolta dal clima: emergenze sempre più frequenti, ma la prevenzione resta un miraggio

26
Gennaio 2026
Di Ilaria Donatio

L’Italia chiude il 2025 con un bilancio di eventi meteorologici estremi in costante aumento e danni sempre più gravi a territori, comunità e infrastrutture. Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, realizzato con il contributo del Gruppo Unipol, sono stati 376 gli eventi estremi registrati nel 2025 sul territorio nazionale, con un incremento del 5,9% rispetto al 2024. Alluvioni, raffiche di vento, esondazioni fluviali e ondate di calore sono ormai all’ordine del giorno: segnali tangibili di una crisi climatica che non dà tregua. I fenomeni più diffusi includono un aumento del 94,1% dei casi legati a temperature record, del 42,4% delle frane da piogge intense e del 28,3% dei danni da vento.

Le regioni più colpite sono Lombardia, Sicilia e Toscana, mentre tra le province spiccano Genova, Messina e Torino. Nell’area meridionale la siccità prolungata ha aggravato la situazione idrica, con effetti drammatici per agricoltura e risorse idriche locali. Danni economici già pesantissimi: uno studio citato nel rapporto stima quasi 12 miliardi di euro di costi diretti nel 2025, con proiezioni che potrebbero spingersi oltre 34 miliardi entro il 2029 se non si interviene con misure strutturali. Per Legambiente questa escalation non è casuale ma il risultato di una strategia che predilige la reazione alle emergenze piuttosto che la prevenzione.

Manca una governance nazionale efficace, risorse adeguate per l’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) — approvato alla fine del 2023 ma rimasto in gran parte inapplicato — e strumenti legislativi come una legge contro il consumo di suolo e una rete di osservatori territoriali per monitorare i rischi.

«L’Italia sta pagando il prezzo di azioni di adattamento sporadiche e non coordinate», afferma Legambiente. «Se non si mettono in campo piani di prevenzione, mitigazione e adattamento adeguati, continueremo a rincorrere le emergenze, con costi enormi in termini di vite, risorse e qualità della vita». La denuncia arriva in un contesto in cui gli effetti del cambiamento climatico appaiono sempre più evidenti: dalle ondate di calore record registrate nei mesi estivi in molte città italiane ai fenomeni estremi che insistono sulle infrastrutture urbane e rurali.

Il dibattito sulla politica climatica italiana si concentra ora sulla necessità di spostare l’ago della bilancia dalla gestione post-emergenziale verso una strategia di lungo periodo, in grado di ridurre i rischi futuri e proteggere le comunità più vulnerabili.