Ambiente

Di Terra ce n’è una sola

03
Agosto 2022
Di Daniele Bernardi

Tra dodici giorni, gli italiani festeggeranno e celebreranno Ferragosto, ma pochi sanno che lo scorso 28 luglio abbiamo passato un’altra data importante, ma purtroppo meno lieta: l’Earth Overshoot Day.

L’Earth Overshoot Day, come si legge sul sito ufficiale overshootday.org, “segnala la data in cui l’umanità ha utilizzato tutte le risorse biologiche che la Terra rigenera durante l’intero anno”. Quest’anno, la “ricorrenza” è stata appunto il 28 luglio, il giorno in cui il bilancio tra ciò che consumiamo e ciò che il nostro pianeta è in grado di produrre è diventato di segno negativo.

Il calcolo è elaborato ogni anno dal Global Footprint Network e le stime mostrano un trend in crescita con l’O Day anticipato sempre di più: nel 1971, il bilancio tra consumo e produzione era quasi di 1 a 1 e si raggiungeva il superamento delle risorse verso la fine di dicembre. Da allora il divario è sempre aumentato. Oggi l’umanità sfrutta complessivamente il 175% delle risorse prodotte dalla Terra, sostanzialmente per soddisfare il nostro fabbisogno servirebbero 1 Terra e 0,75, quasi due pianeti come il nostro.

Ovviamente, non tutti i paesi consumano allo stesso modo. Il National Footprint and Biocapacity Accounts ha elaborato un grafico analizzando come si sposterebbe la data se tutti i cittadini del mondo si comportassero come gli abitanti di quel determinato paese. I peggiori sono i qatarioti e gli abitanti del Lussemburgo: se seguissimo tutti il loro esempio, l’Overshoot Day verrebbe anticipato a febbraio, rispettivamente il 10 e il 14. Paesi piccoli o poco popolosi, ma non va meglio con i paesi più grandi: Canada, Stati Uniti ed Emirati arabi anticiperebbero la data al 13 marzo. Il Lussemburgo comunque non è solo in Europa, poco virtuosi sono anche il Belgio, la Danimarca, la Finlandia, la Svezia, l’Austria e tanti altri. L’Overshoot Day “all’italiana” si terrebbe il 15 maggio, come Bahamas e Cile, un bel risultato comparato con il resto dei paesi europei ma che potrebbe senza dubbio migliorare visto che non arriviamo neanche alla metà dell’anno solare.

I più attenti si saranno accorti che si tratta anche e soprattutto di questioni economiche: paesi più ricchi tendono a consumare maggiormente. La gran parte dei paesi fin qui analizzati sono situati in Occidente o emulano stili di vita occidentali.

Di converso, infatti, i paesi più virtuosi sono: la Giamaica, al primo posto (se seguissimo tutti il loro esempio, ritarderemmo l’Overshoot Day al 20 di dicembre, riuscendo quasi a consumare quanto prodotto), seguita da Ecuador (6 dicembre), Indonesia (3 dicembre) e poi Cuba, Iraq, Guatemala, Egitto e Colombia (tutti successivi al mese di novembre).

Non mancano le proposte per ritardare l’O Day e diminuire il nostro fabbisogno di risorse. Dai pasti nelle mense scolastiche provenienti da orti biologici a chilometro 0, ad investimenti nell’economia circolare e nelle tre R (Riusare, Riciclare, Ridurre), ma anche nuove soluzioni energetiche, limitando l’uso di fonti di energia non rinnovabile e investendo in progetti volti a trovare le migliori combinazioni tra il nostro stile di vita, le nostre città e le infrastrutture energetiche alternative, dal solare all’eolico. Queste sono alcune delle decine e decine di proposte che il Global Footprint Network ha lanciato, in nome del power of possibility.

Quest’anno, inoltre, per la prima volta, il governo di un paese ha deciso di ospitare un evento sull’Earth Overshoot Day. In Ecuador, infatti, su iniziativa del Ministro dell’Ambiente Gustavo Manrique, si è tenuta lo scorso 28 luglio un’importante conferenza trasmessa in tutto il mondo in diretta streaming discutendo sul problema dell’eccessivo consumo di risorse a livello mondiale.

Insomma, di Terra ce n’è una sola, sarebbe meglio non dimenticarlo e iniziare a comportarci di conseguenza.

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