Ambiente

Caldo anomalo, Copernicus svela i report: il 2021 è stato record. Le conseguenze preoccupano l’UE

03
Novembre 2022
Di Daniele Bernardi

Il 2021 è tra i sette anni più caldi mai registrati. In particolare, a livello globale, si tratta del quinto anno più caldo mai avuto. Con una temperatura media annuale registrata di 0,3 gradi superiore a quelle registrate negli ultimi 30 anni, ma ben 1,1-1,2 gradi sopra le temperature del periodo preindustriale (antecedente il 1900). Dunque, molto vicina a quell’aumento di 1,5 gradi che i paesi aderenti all’Accordo sul clima di Parigi hanno stabilito essere il limite da non valicare. È questo quanto ci riporta l’Osservatorio europeo sull’ambiente Copernicus in un report appena rilasciato che quantifica il caldo record degli ultimi anni.

Non tutto il 2021 è uguale comunque. C’è stata infatti una falsa partenza con i primi cinque mesi dell’anno ben sotto le temperature registrate nello stesso periodo gli anni precedenti. Il cambio di rotta si è avuto da giugno fino ad ottobre con temperature sempre tra le quattro più alte registrate. Non solo temporalmente, ma anche geograficamente è opportuno fare dei distinguo: in alcune regioni del mondo si sono avute temperature molto sopra la media stagionale, come negli Stati Uniti, il Canada e tutta la costa Nordorientale del continente americano, oltre l’Africa centrale, quella settentrionale ed il Medio-Oriente. Al contempo, in Alaska, Siberia, Australia, Antartide e in parte del Pacifico le temperature sono state inferiori alla media.

Andando più nello specifico, in Europa, l’anno passato è sopra la media degli ultimi 30 anni solo di 0,1 grado (dunque uno 0,2 in meno che nel resto del mondo). Le temperature registrate nel continente negli ultimi anni registrano quasi sempre valori record: i dieci ani più caldi sono tutti successivi al 2000 e dal 2014 al 2020 si sono registrati i 7 anni più caldi. Nonostante, anche qui, un primo periodo di freddo con temperature stranamente molto sotto la media nell’aprile 2021, l’estate europea dello stesso anno è stato la più calda di sempre.

Ovviamente questi valori hanno comportato importanti cambiamenti ed un generale aumento del verificarsi di eventi estremi. A luglio, l’Europa centro-occidentale è stata colpita da violente precipitazioni che hanno causato alluvioni e allagamenti. Le zone più colpite sono state la Germania (la cui cronaca ha contato oltre un centinaio di morti e più di un migliaio di persone disperse) e i paesi del Benelux. Al contrario, il Mediterraneo, ed in particolare Grecia, Spagna e Italia, ha vissuto una pesante ondata di calore. È in Sicilia che la temperatura ha superato il record europeo, raggiungendo i 48,8 gradi, 0,8 gradi sopra il precedente record. Altrettanto caldo, accompagnato da situazioni di siccità, è stato registrato nel Mediterraneo orientale, in primis in Turchia.

Temperature anomale anche in Nord America. Nel nord-est del Canada e ad ovest degli Stati Uniti, a giugno c’è stato un superamento del record di temperatura massima per il continente. Le ondate di calore e la crescente siccità hanno intensificato il numero di incendi estremi portando in California a quello che è stato chiamato il Dixie Fire, il secondo incendio più esteso mai registrato nella storia dello stato americano che ha degradato l’aria sopra gli USA fino alla costa orientale.

A proposito di aria, le concentrazioni di Anidride carbonica (CO2) e Metano (CH4) sono aumentate per tutto il 2021, confermando il trend cui si assiste ormai da anni. Nel corso dell’anno, è stato raggiunto il record globale annuo medio a colonna di CO2 pari a 414,3 parti per milione, il massimo è stato toccato ad aprile (416,1 parti per milione).

Altrettanto elevate, si diceva, anche le concentrazioni di metano che hanno raggiunto un valore massimo globale medio a colonna di 1876 parti per milione, un risultato senza precedenti. A differenza dell’anidride carbonica però, per il metano è più complicato comprendere l’origine del suo aumento nell’atmosfera, in quando proviene da diverse fonti: naturali ma anche dettate dall’uomo (come i giacimenti di petrolio e gas che oggi più di ieri sono sfruttati per soddisfare il fabbisogno energetico).

Come ha affermato Mauro Facchini, Head of Earth Observation al Directorate General for Defence Industry and Space della Commissione Europea, «L’analisi del 2021 indica che a livello globale gli anni più caldi sono, con ampio margine, gli ultimi sette, ed è un promemoria del continuo aumento delle temperature globali e dell’urgente necessità di agire».

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