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Ucraina: Putin pensa al vertice con Trump e Xi senza Zelensky

19
Ottobre 2026
Di Giampiero Gramaglia

Per cercare un accordo per chiudere la guerra in Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin progetta un vertice a tre, con i presidenti Usa e cinese Donald Trump e Xi Jinping, ma senza l’ucraino Volodymyr Zeklensky. Lo scrive il Wall Street Journal. Un’occasione per il ‘triangolare’, se mai si farà,  potrebbe essere il vertice del G20 in Florida a dicembre, dove, in linea di massima, i tre leader saranno presenti.

Il solo fatto che un’ipotesi del genere possa circolare testimonia lo squilibrio ‘pro Russia’ degli Usa nella vicenda ucraina. Tutti i media osservano che le aperture di Trump a Putin creano difficoltà ai candidati repubblicani in vista delle prossime elezioni di midterm, il 3 novembre: gli americani cogliono che il conflitto, ma si rendono conto la che Russia è l’aggressore e l?Ucraina l’aggredito.

Il magnate presidente, nel giro di pochi giorni, ha raggiunto un’intesa sul diesel con il Cremlino, sospendendo le sanzioni sull’export di petrolio russo, e ha bloccato l’entrata in vigore delle sanzioni contro la Russia da poco varate dal Congresso con un voto largamente bipartisan e da lui firmate.

In proposito, la Ap osserva che le decisioni pro-Russia di Trump irritano il Congresso, senza che. Però, s’intravvedano contromosse di rilievo, anche perché deputati e senatori non sono al momento in sessione, perché impegnati in campagna elettorale

Nei suoi comizi – constata la Cnn -, Trump accusa Zelensky di non volere la pace, perché l’Ucraina ignora la sua richiesta di non colpire le raffinerie russe – anche ieri, Kiel ha attaccato un’importante installazione energetica russa -. A sua volta, Zelensky definisce “un errore” le decisioni di Trump ‘pro Russia’: allontanano la pace consentenbdo a Mosca di acquisire risorse per la guerra.

Le scelte ucraine dell’Amministrazione Trump hanno un certo impatto sulle prospettive elettorali. Il Washington Post punta su un suo sondaggio, secondo cui il tasso di approvazione del presidente è al minimo: solo il 33% degli intervistati ne approva l’operato; il 66% lo disapprova, ci sui una metà “fortemente”.

Parallelamente al calo del tasso d’approvazione del presidente, sale nel sondaggio il favore con cui gli elettori guardano ai democratici in vista delle imminenti elezioni del 3 novembre. Un grafico mostra che il tasso di approvazione di Trump, che all’inizio del mandato era al 45%, contro il 53% di disapprovazione, è praticamente sempre andato in calando e sta ora precipitando.

Dal canto suo Zelensky, il cui Paese è a corto di sistemi Patriot per respingere gli attacchi russi con missili e droni, esprime anche preoccupazione per l’accesso a Starlink, cioè alla rete di satelliti posseduta da Elon Musk, che, negli ultimi giorni, avrebbe accusato disfunzioni.

Ieri, il presidente Trump è anche intervenuto nella campagna per le politiche in Israele di martedì 27 ottobre: in un post sul suo social Truth, Trump ha dato il suo endorsement al premier israeliano Benjamin Netanyahu, che “è stato – ha scritto – un grande premier guerriero e un ancor più grande Partner per la Pace nel combattere la Repubblica islamica dell’Iran”. Il post di Trump smentisce, o almeno supera, i recenti asseriti contrasti fra i due leader sull’atteggiamento da tenere nei negoziati con l’Iran, sul persistere della presenza di Israele nel sud del Libano e sulla tolleranza del governo d’Israele nei confronti delle angherie dei coloni in CisGiordania nei confronti dei palestinesi.