Innovazione
IA: il motore che ridisegna l’economia globale
Di Virginia Caimmi
L’intelligenza artificiale emerge come la principale fonte di ottimismo per l’economia mondiale nel Chief Economists’ Outlook di settembre 2026 del World Economic Forum. Il rapporto si basa su attività di ricerca e consultazione e su un sondaggio condotto dal 4 al 20 agosto 2026 tra chief economist del settore pubblico e privato. Il dato più netto riguarda la diffusione della tecnologia: il 97% degli economisti intervistati prevede un aumento dell’adozione dell’IA nei prossimi 12 mesi, mentre il 69% si aspetta significativi guadagni di produttività derivanti dalla sua adozione nello stesso arco temporale. È l’unico tema del sondaggio sul quale emerge una posizione vicina all’unanimità. Gli effetti sono attesi con velocità diverse a seconda dei comparti. Nell’information technology e nelle comunicazioni digitali i guadagni significativi di produttività sono previsti entro circa sei mesi; per la difesa e per i servizi finanziari, professionali e immobiliari l’orizzonte è di circa un anno. Per settori maggiormente legati alle attività fisiche, come agricoltura, estrazione mineraria, energia, materiali, costruzioni e utilities, i tempi previsti sono più lunghi. Rispetto alla precedente rilevazione, tuttavia, le attese si sono accorciate per diversi di questi comparti. Nel complesso, gli economisti intervistati prevedono benefici significativi dalla diffusione dell’IA in tutti i settori considerati entro tre anni.
Un altro elemento centrale è la competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina. Il 69% degli intervistati si aspetta che entro 12 mesi si chiuda il divario tra i grandi modelli linguistici statunitensi e cinesi. Il rapporto cita inoltre dati della World Intellectual Property Organization secondo cui sei dei dieci principali richiedenti di brevetti nell’IA generativa hanno sede in Cina e il Paese rappresenta la maggiore fonte di pubblicazioni brevettuali nel settore. Allo stesso tempo, secondo i dati Stanford richiamati dal WEF, nel 2025 gli Stati Uniti hanno prodotto 59 modelli di IA classificati come “notable”, contro 35 della Cina. La crescita dell’IA richiede anche un aumento della capacità di calcolo e delle infrastrutture che la sostengono. Il 78% dei chief economist ritiene che gli investimenti nei data center contribuiranno in misura significativa alla crescita globale nei prossimi 12 mesi. Negli Stati Uniti, il rapporto cita stime secondo cui gli investimenti legati all’IA hanno rappresentato circa un punto percentuale della crescita reale del PIL nel 2025. Sul fronte dell’occupazione, il 61% degli intervistati non prevede che gli investimenti nei data center rappresenteranno una quota significativa della creazione di nuovi posti di lavoro a livello globale.
L’espansione di queste infrastrutture coinvolge anche i territori e la disponibilità di risorse. Il 79% degli economisti intervistati prevede una significativa opposizione delle comunità locali all’espansione dei data center. Il 78% si aspetta inoltre che la loro crescita produca aumenti significativi dei prezzi medi dell’elettricità per gli altri consumatori, mentre il 58% prevede un effetto analogo sui prezzi medi dell’acqua. Il fabbisogno energetico legato allo sviluppo delle infrastrutture digitali si inserisce in un quadro di aumento degli investimenti in diverse fonti. Nei prossimi 12 mesi, l’83% degli intervistati prevede una crescita degli investimenti globali nell’energia nucleare, l’80% nelle energie rinnovabili e il 70% nei combustibili fossili. Il quadro delineato dal World Economic Forum mostra quindi un’intelligenza artificiale sempre più intrecciata con l’economia reale: produttività, investimenti, competizione tecnologica, data center ed energia. Le aspettative raccolte dal WEF indicano una diffusione rapida dell’IA e benefici di produttività progressivamente estesi a tutti i settori, mentre la crescita delle infrastrutture necessarie ad alimentarla pone al centro anche temi come occupazione, consumi energetici, risorse idriche e rapporto con le comunità locali.





