Trasporti
Trasporti, l’Art rivede le tutele per gli utenti. Sul Ponte tariffe solo vicino all’entrata in esercizio
Di Giampiero Cinelli
Più tutele e trasparenza per gli utenti ferroviari, maggiore integrazione tra le diverse modalità di trasporto e un monitoraggio costante della sostenibilità economico-finanziaria del Ponte sullo Stretto. Sono alcuni dei principali temi affrontati nella Relazione annuale al Parlamento dell’Autorità di regolazione dei trasporti, illustrata al Senato dal presidente Nicola Zaccheo. Alla presentazione è intervenuto in videocollegamento da Berlino anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha indicato in almeno 8 miliardi di euro le risorse necessarie per coprire l’aumento dei costi dei lavori già realizzati ed evitare lo stop dei cantieri.
Sul fronte ferroviario, l’Autorità ha aperto un procedimento di revisione della disciplina, che dovrà concludersi entro la fine dell’anno. «L’Autorità ha avviato un procedimento di revisione mirato a rafforzare la tutela dei diritti degli utenti e a garantire un’informazione più efficace e una maggiore trasparenza nella gestione dei servizi ferroviari e delle relative infrastrutture. Il termine per la conclusione del procedimento è fissato al 31 dicembre 2026», si legge nella Relazione.
L’attività dell’Art riguarda anche la gestione delle controversie tra utenti e operatori. Nei tre anni trascorsi dall’avvio del Servizio conciliazioni sono state gestite circa 56mila istanze, che hanno portato al riconoscimento di rimborsi per oltre 7 milioni di euro.
Ferrovie, Art chiede una pianificazione integrata
Per Zaccheo la programmazione del trasporto ferroviario non può essere affrontata separatamente dalle altre componenti della mobilità nazionale. «È essenziale garantire un adeguato soddisfacimento delle esigenze di mobilità dei passeggeri e delle merci sulla lunga percorrenza e in ambito regionale, in relazione sia ai servizi eserciti in regime di oneri di servizio pubblico (osp), che in regime di mercato».
Il sistema ferroviario italiano, ha spiegato il presidente dell’Art, «è da intendersi non come sistema a se stante, quanto piuttosto integrato e sinergico rispetto alle altre modalità di trasporto».
Un’impostazione che chiama direttamente in causa il Piano generale dei trasporti e della logistica. L’integrazione, secondo Zaccheo, «è la naturale risposta alle esigenze di mobilità di tutte le diverse categorie di utenti, passeggeri e merci e deve essere sostenuta da una visione programmatica d’insieme, che dovrebbe trovare naturale espressione nel Piano generale dei trasporti e della logistica (Pgtl)».
Gli indirizzi strategici del settore «dovrebbero essere coordinati con questo Piano, al quale è necessario riassegnare centralità nella pianificazione del sistema nazionale dei trasporti e della logistica».
Ponte sullo Stretto, tariffe da definire vicino all’entrata in esercizio
Un capitolo della Relazione riguarda il Ponte sullo Stretto di Messina. Sul progetto, l’Autorità considera il piano «adeguato all’attuale stato di impostazione e avvio del progetto», mentre rinvia a una fase successiva la definizione delle tariffe applicabili una volta che l’infrastruttura sarà operativa.
«La definizione di un sistema tariffario specifico per la fase di esercizio potrà essere valutata solo in prossimità dell’entrata in operatività dell’opera, quando saranno maggiormente definiti i costi effettivi, i volumi di traffico, l’assetto delle componenti infrastrutturali stradali e ferroviarie e gli investimenti complementari», ha spiegato Zaccheo.
L’Art chiede inoltre che l’evoluzione del progetto venga sottoposta a un controllo costante. «L’implementazione di un sistema di monitoraggio strutturato e continuativo deve essere finalizzato a verificare nel tempo la sostenibilità economico-finanziaria del progetto nel suo insieme e la corretta allocazione dei rischi tra i soggetti coinvolti, al fine di intercettare tempestivamente eventuali scostamenti rispetto alle previsioni iniziali e consentire l’adozione delle necessarie misure correttive, in un’ottica di trasparenza e tutela dell’equilibrio complessivo della concessione».
Salvini: «Servono almeno 8 miliardi per non fermare i cantieri»
Alla relazione dell’Autorità si è affiancato l’intervento di Salvini, collegato da Berlino, dove si trova per la fiera dei trasporti. Il ministro ha rivendicato la quantità di investimenti infrastrutturali già finanziati, quantificandoli in 250 miliardi di euro, ma ha richiamato l’attenzione sull’aumento dei costi sostenuti dalle imprese.
«Non penso che ci siano precedenti nella storia della Repubblica, e il merito non è solo di un ministro, ma di una squadra, di un progetto e anche di qualcuno che c’era prima di me: stamattina abbiamo 250 miliardi di euro finanziati, in attivazione», ha affermato.
Il problema, secondo Salvini, è ora reperire le risorse necessarie a compensare gli incrementi dei prezzi intervenuti negli ultimi anni. «C’è un tema economico importante di maggiori costi» e «solo per l’incremento dei prezzi, per le guerre, per l’aumento del costo dell’energia, della plastica, del bitume, del cemento e dell’acciaio, nelle prossime settimane, come ministero dei lavori pubblici, abbiamo bisogno di mettere ‘carburante’ per pagare lavori già fatti, 2024-25-26, per almeno 8 miliardi per non fermare i cantieri».
Il ministro ha quindi collegato la questione alla disponibilità di liquidità per le aziende impegnate nelle opere pubbliche: «Con la buona pace di qualche burocrate che decide degli zero virgola a Bruxelles, mi rifiuto che le aziende non abbiamo la liquidità per pagare gli operai, gli ingegneri e i fornitori. Le opere pubbliche hanno bisogno di visione e di finaziamento».





