Politica

Nevi: «Stabilità, meno tasse, investimenti». Il bilancio economico del governo Meloni e la sfida dell’ultima manovra

04
Settembre 2026
Di Alessandro Caruso

(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)

La stabilità politica come premessa della stabilità economica. È da qui che Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, parte nel tracciare il bilancio del governo Meloni alla vigilia dell’ultimo anno di legislatura. Il risultato principale, nella sua lettura, è avere restituito all’Italia credibilità sui mercati attraverso una maggiore attenzione ai conti pubblici, modificando anche la percezione del Paese presso gli investitori internazionali. «Il problema dell’Europa non è più l’Italia», sintetizza Nevi, indicando proprio nella capacità di attrarre capitali uno dei presupposti per sostenere crescita e sviluppo.

Sul fronte interno, il secondo capitolo è quello fiscale. Forza Italia rivendica la riduzione della pressione su diverse fasce di reddito, la semplificazione e un cambiamento nel rapporto tra amministrazione e contribuente, anche attraverso strumenti come il concordato preventivo. Per Nevi si tratta di uno dei risultati più significativi dell’azione di governo, insieme alle misure a sostegno delle imprese e dell’occupazione, che avrebbero accompagnato la creazione di oltre un milione di posti di lavoro.

Il quadro, riconosce però lo stesso esponente azzurro, è stato condizionato da fattori esterni. Inflazione, aumento dei prezzi delle materie prime e costi energetici hanno ridotto parte degli effetti delle politiche espansive e reso più difficile sostenere il potere d’acquisto. Sullo sfondo resta soprattutto il debito pubblico, definito da Nevi «il grande problema del nostro Paese», che continuerà a limitare gli spazi di bilancio anche nell’ultima fase della legislatura.

Nella valutazione di Forza Italia rientrano anche il rinnovo dei contratti scaduti, l’avanzamento del Pnrr e la ripartenza delle infrastrutture. Proprio il Piano nazionale di ripresa e resilienza viene presentato come uno dei test superati dall’esecutivo, dopo i dubbi iniziali sulla capacità italiana di rispettare tempi e obiettivi.

La partita decisiva si sposta ora sulla prossima legge di bilancio. Il baricentro, secondo Nevi, dovrà restare su due assi: sostenere il reddito disponibile delle famiglie e rafforzare la capacità competitiva delle imprese. «Sostenere i consumi fa bene all’economia», osserva, mentre sul versante produttivo l’obiettivo è ridurre costi e pressione fiscale per permettere alle aziende italiane di competere sui mercati globali.

Tra le ipotesi indicate da Forza Italia ci sono l’estensione della seconda aliquota Irpef fino a 60 mila euro di reddito, interventi sul bollo auto per i veicoli di minore cilindrata, la detassazione delle tredicesime e un meccanismo fiscale più graduale per chi supera la soglia degli 85 mila euro prevista per il regime forfettario.

Più complesso il capitolo delle coperture. Nevi guarda innanzitutto ai circa 1.800 miliardi di risparmio privato degli italiani, da orientare maggiormente verso imprese e infrastrutture, liberando così risorse pubbliche per sanità e politiche sociali. A questo affianca spending review, semplificazione amministrativa e un utilizzo più ampio del project financing. Per banche, assicurazioni ed eventualmente grandi operatori energetici, l’impostazione non sarebbe invece quella di un prelievo indiscriminato sugli extraprofitti, ma della ricerca di forme di compartecipazione alle politiche pubbliche.

Resta infine la politica industriale. Nevi ammette che «si può sempre fare di più e meglio», ma individua una linea di continuità nelle misure per abbattere i costi produttivi e aumentare la competitività. Energia e ritorno al nucleare rappresentano, nella visione di Forza Italia, il nodo strategico dei prossimi anni: una transizione che dovrà restare sostenibile anche dal punto di vista economico. Per l’ultima parte della legislatura, dunque, la sfida sarà tenere insieme riduzione delle tasse, investimenti e sostegno sociale senza perdere il percorso di rientro dei conti pubblici.