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G20 americano: l’Europa punta sull’Intelligenza Artificiale

01
Settembre 2026
Di Virginia Caimmi

La partita europea sull’intelligenza artificiale entra nell’agenda del G20. Da ieri, 31 agosto a mercoledì, 2 settembre, la Commissione europea è rappresentata negli Stati Uniti da Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, e dal commissario all’Economia Valdis Dombrovskis. Virkkunen parteciperà martedì e mercoledì alla ministeriale sull’Innovazione di Raleigh-Durham, in North Carolina, dedicata al ruolo dell’AI e delle tecnologie emergenti nella crescita, ma anche a competenze, catene di approvvigionamento, ricerca e investimenti. Bruxelles intende presentarsi con un messaggio preciso: competere sull’IA aumentando capacità di calcolo e diffusione delle tecnologie, senza separare innovazione e fiducia. La Commissione richiama i 200 miliardi di euro che punta a mobilitare attraverso InvestAI, le 19 AI Factories e le future AI Gigafactories. Virkkunen chiederà maggiore cooperazione internazionale e interoperabilità delle regole, per ridurre il rischio che standard divergenti diventino un ostacolo per le imprese che operano su più mercati. In programma anche bilaterali con rappresentanti di Stati Uniti, Giappone, Turchia, India e Messico.

In una fase in cui commercio, debito, sicurezza energetica e rapporti con Russia e Iran mettono alla prova la compattezza occidentale, il G20 americano va ben oltre l’innovazione. Ad Asheville, dove si riuniscono ministri delle Finanze e governatori delle banche centrali, il ministro  Giorgetti ha definito quello attuale un «momento delicato e complicato», auspicando un forte coordinamento tra Europa e Stati Uniti, definiti «alleati storici». Proprio sul fronte russo, il segretario al Tesoro Bessent ha incontrato il ministro delle Finanze Siluanov. Secondo le ricostruzioni disponibili, nel colloquio sono entrati il piano dell’amministrazione Trump per una possibile soluzione della guerra in Ucraina e le prospettive delle relazioni economiche. L’incontro segnala la riapertura di un canale diretto Washington-Mosca, ma sarebbe prematuro trasformarlo nella prova di un negoziato strutturato su sanzioni o normalizzazione economica. Il ritorno di Siluanov in presenza ha inoltre provocato la reazione di diversi rappresentanti europei, contrari a qualsiasi immagine di normalizzazione mentre continua la guerra in Ucraina. Il ministro russo è rimasto fuori dalla tradizionale fotografia di gruppo: un gesto simbolico che mostra quanto il rapporto con Mosca continui a dividere gli alleati anche quando il dialogo diplomatico riprende.

Sul vertice pesa infine un caso di libertà di stampa. Il Tesoro statunitense ha negato l’accredito ad alcuni giornalisti di New York Times, Bloomberg e Wall Street Journal. Il dipartimento ha richiamato la responsabilità dei media di attenersi a informazioni fattuali e agli standard giornalistici, sostenendo al tempo stesso che quasi 300 rappresentanti della stampa avrebbero avuto accesso all’evento.