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Italia e Spagna prorogano i controlli alle frontiere: 31 respingimenti da agosto
Di Giuliana Mastri
Proseguiranno per altri quindici giorni i controlli alle frontiere tra Italia e Spagna. Roma ha deciso di prorogare la sospensione degli accordi di Schengen per gli arrivi dalla penisola iberica, mentre Madrid ha a sua volta rafforzato le verifiche sui passeggeri provenienti dall’Italia. Una situazione che mantiene aperto il confronto tra i due governi sul principio di reciprocità e sulla gestione dei flussi migratori.
La misura italiana era entrata in vigore il primo agosto. Da allora e fino alla fine del mese sono stati adottati 31 provvedimenti di respingimento, otto dei quali nei confronti di cittadini marocchini, mentre sei persone sono state arrestate. I dati sono stati al centro del confronto tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e l’omologo spagnolo Fernando Grande-Marlaska.
La telefonata tra i due ministri viene descritta come un «costruttivo confronto». Madrid ha ribadito di aspettarsi che Roma mantenga per lo stesso periodo i controlli alle frontiere e sui passeggeri in arrivo dalla Spagna, mentre Piantedosi ha espresso l’auspicio che l’attuale proroga possa essere l’ultima, riconoscendo allo stesso tempo gli sforzi compiuti dal governo spagnolo nella gestione dell’emergenza.
Sul dossier migratorio l’esecutivo italiano punta però anche a spostare il confronto sul piano europeo. Il governo Meloni intende proseguire la propria iniziativa insieme ad altri Paesi, tra cui la Danimarca guidata da Mette Frederiksen, facendo della sicurezza delle frontiere uno dei punti centrali del dibattito nell’Unione europea. La posizione italiana, secondo quanto riportato, è che il mantenimento della libera circolazione possa essere subordinato alle esigenze di controllo dei confini quando emergano problemi di sicurezza.
La proroga è stata accolta favorevolmente dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e da diversi esponenti del centrodestra. Il titolare della Farnesina ha ricordato che si tratta di una misura «provvisoria», legata alla necessità di «garantire la sicurezza delle frontiere italiane ed europee e impedire qualsiasi infiltrazione, a cominciare da quella jihadista».
Critiche arrivano invece dalle opposizioni. Vittoria Baldino del Movimento 5 Stelle ha accusato il governo di aver prodotto danni nella gestione dell’immigrazione, tornando ad attaccare anche il progetto dei centri per migranti in Albania. Duro anche il giudizio del leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, che ha liquidato la linea dell’esecutivo come «solo bugie e propaganda».
Intanto nuove tensioni sono scoppiate a Ceuta, l’exclave spagnola sulla costa nordafricana. Nel quartiere di Loma Colmenar centinaia di persone, rimaste accampate in strada nelle settimane precedenti, sono state trasferite in una tensostruttura di accoglienza predisposta dalle autorità.
Secondo fonti della polizia, i disordini sarebbero iniziati quando un gruppo di migranti ha cercato di superare la fila delle persone già in attesa di entrare nella struttura. Le forze dell’ordine sono intervenute con un ampio dispiegamento di uomini e hanno sparato alcuni colpi in aria a scopo dissuasorio per riportare la calma. Successivamente gli agenti hanno proceduto allo sgombero dell’area.





