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«L’Italia non può andare in stand-by perché si vota. Imprese e istituzioni devono continuare a parlarsi»

31
Agosto 2026
Di Alessandro Caruso

Il presidente di Urania Media, Giampiero Zurlo, società editrice anche di The Watcher Post e del canale televisivo Urania News, ha rilasciato un’ intervista a Il Tempo, a firma di Luigi Frasca, nella quale ha affrontato diversi temi: dalla progressiva polarizzazione del confronto politico al rapporto tra istituzioni e imprese, fino agli investimenti nel settore editoriale e alle prossime tappe di sviluppo di UTOPIA e URANIA.

Sul contesto politico, Zurlo ha espresso preoccupazione per la qualità assunta dal dibattito pubblico alla vigilia di una lunga fase pre-elettorale. «C’è una gara crescente a raggiungere in qualunque modo la pancia dell’elettorato, soprattutto attraverso i social network, dove la semplificazione, l’indignazione e lo scontro premiano».

Un fenomeno che, secondo Zurlo, sarà ulteriormente accentuato dall’intelligenza artificiale: quella che si apre sarà infatti «la prima campagna elettorale nazionale pienamente attraversata dall’AI», con una crescente difficoltà per i cittadini nel distinguere contenuti autentici e manipolati.

«Il Paese non può entrare in stand-by». Il punto centrale dell’intervista riguarda però il rischio che l’avvicinarsi delle elezioni determini una progressiva paralisi dei processi decisionali. «La campagna elettorale è un momento fisiologico della democrazia», osserva Zurlo, ma diventa un problema quando coincide con «una sospensione dell’attività decisionale».

Da qui il messaggio rivolto alla classe politica: «Un Paese come l’Italia non può entrare in stand-by per un anno ogni volta che ci avviciniamo alle elezioni. Le imprese continuano a investire, assumere, esportare, innovare, indebitarsi, rischiare». La competitività, sottolinea il presidente di Urania Media, passa anche dalla capacità delle istituzioni di garantire qualità, velocità e stabilità delle decisioni, soprattutto in una fase caratterizzata da trasformazioni economiche, tecnologiche e geopolitiche sempre più rapide.

Su questa stessa impostazione si svilupperà il secondo Urania Policy & Business Forum, in programma il prossimo 5 novembre a Villa Wolkonsky, che sarà dedicato alla memoria di Roberto Arditti: dodici ore di diretta televisiva, interviste e talk con rappresentanti delle istituzioni e del sistema imprenditoriale sui principali dossier del momento.

Per Zurlo, imprese e istituzioni rimangono «i due grandi attori attraverso i quali passa la competitività del sistema Paese»: le prime producono lavoro, innovazione e investimenti; le seconde definiscono le regole e garantiscono coesione e interesse generale. «Quando questi due mondi smettono di fidarsi l’uno dell’altro, perde l’Italia».

MEDIA, IMPRESE E FIDUCIA
Nell’intervista emerge anche una riflessione sul ruolo dell’informazione. «Se raccontiamo le imprese soltanto quando c’è uno scandalo o una crisi – spiega Zurlo – restituiamo una rappresentazione deformata del sistema produttivo». Raccontare chi investe, innova e crea occupazione, secondo il presidente di Urania Media, «non significa fare propaganda alle aziende», ma rappresentare una parte fondamentale del Paese. È proprio questa una delle ragioni alla base della nascita del progetto editoriale URANIA.

URANIA NEWS, DA ZERO A OTTO PIATTAFORME IN MENO DI DUE ANNI
Zurlo, che a 42 anni è il più giovane editore televisivo italiano, ricorda nell’intervista come il progetto televisivo sia nato soltanto nel novembre 2024, con l’avvio delle trasmissioni sul canale 260 del digitale terrestre. Da allora Urania News ha progressivamente ampliato la propria distribuzione sulle piattaforme FAST e connected TV, arrivando su Samsung TV, Rakuten TV e LG Channels e, nel dicembre 2025, su Sky al canale 511. In meno di due anni il canale ha così costruito una distribuzione presente su otto ambienti televisivi tradizionali e connessi, superando i due milioni di accessi mensili e i 50 mila utenti unici al giorno.

Una crescita che ha richiesto investimenti significativi e che Zurlo rivendica come parte di una strategia di lungo periodo. «Si può scegliere di fermarsi ai risultati già conquistati, monetizzarli e ridurre il rischio. Oppure si può decidere di rinunciare a una parte della redditività del presente per finanziare un ciclo di crescita successivo». La seconda è stata la strada scelta dal gruppo.

L’obiettivo dichiarato è portare URANIA al punto di pareggio economico nel 2027, dopo aver sostenuto negli anni di start-up gli investimenti necessari alla costruzione della piattaforma, della distribuzione, del palinsesto e della struttura editoriale. E, precisa Zurlo, «le nostre ambizioni nell’editoria sono appena cominciate».

UTOPIA, BRUXELLES E IL NUOVO QUARTIER GENERALE
Parallelamente agli investimenti editoriali continua la crescita di UTOPIA, che oggi conta quasi cento professionisti e sta registrando risultati particolarmente positivi anche sul mercato di Bruxelles. A segnare simbolicamente l’avvio della nuova fase sarà anche il trasferimento del gruppo a Palazzo Chigi-Odescalchi, nel cuore di Roma. Circa mille metri quadrati ospiteranno i nuovi uffici, gli studi televisivi di Urania News, gli spazi editoriali e quelli destinati agli eventi istituzionali.

L’obiettivo, nelle parole di Zurlo, è farne «il simbolo fisico di ciò che stiamo cercando di costruire industrialmente»: un luogo di incontro tra imprese, istituzioni, giornalisti, professionisti, manager e mondo accademico. «Una nuova casa per una nuova fase di vita del nostro gruppo».