Innovazione

Infrastrutture pubbliche digitali, l’Onu cerca esperti per trasformare le tutele in regole concrete

29
Agosto 2026
Di Virginia Caimmi

Chi paga le garanzie che devono rendere sicure le infrastrutture pubbliche digitali? Chi controlla che vengano rispettate nel tempo? E come si evita che principi condivisi a livello internazionale restino soltanto sulla carta? Sono alcune delle domande a cui proveranno a rispondere i nuovi DPI Safeguards Working Groups 2026-2027, promossi dall’United Nations Office for Digital and Emerging Technologies (ODET) e dall’UNDP. Le candidature sono aperte fino al 13 settembre dell’anno in corso. Al centro dell’iniziativa. le Digital Public Infrastructure (DPI), infrastrutture che stanno crescendo su scala globale, e soprattutto le garanzie che devono accompagnarne lo sviluppo. Per le Nazioni Unite, infatti, stabilire principi comuni non basta: la sfida è tradurli nelle scelte concrete dei governi, dal finanziamento alla governance, fino agli standard tecnici e ai sistemi di controllo.

L’esperienza dei Paesi che hanno già avviato queste infrastrutture – si legge nella documentazione ufficiale – fa emergere tre esigenze: Commitment, Capacity e Capital. In altre parole, servono volontà politica, competenze e risorse economiche. Il modo in cui uno Stato finanzia le proprie DPI e le decisioni prese sul piano tecnico, normativo, istituzionale e operativo possono determinarne la sostenibilità nel lungo periodo e incidere sulla fiducia della popolazione. È soprattutto sul nodo delle risorse che l’Onu richiama l’attenzione. Le garanzie devono trovare spazio nella gestione delle finanze pubbliche, nei sistemi nazionali di procurement e nei cicli di finanziamento delle banche multilaterali di sviluppo. Una prospettiva che sposta il dibattito dalla definizione dei principi alla domanda più difficile: come renderli applicabili e sostenibili nel tempo. I gruppi lavoreranno per dieci mesi, da ottobre 2026 ad agosto 2027, e contribuiranno alla definizione di indicazioni operative su finanziamento, gestione delle finanze pubbliche, governance e standard tecnici. Il lavoro confluirà in due documenti: una guida pratica, la Guidance on Building DPI with Safeguards, pensata anche per chi opera nei ministeri delle Finanze, della Pianificazione e dell’ICT, e la versione 3.0 dell’Universal DPI Safeguards Framework, aggiornata sulla base dei contributi raccolti attraverso il confronto tra diversi stakeholder. 

Due i profili ricercati. Il primo gruppo sarà composto da funzionari pubblici e policymaker coinvolti nell’implementazione delle DPI e nel coordinamento tra amministrazioni. Il secondo riunirà esperti tecnici e consulenti strategici, ma anche rappresentanti della società civile, finanziatori filantropici, donatori bilaterali e specialisti di monitoraggio, valutazione, audit, standard aperti e misurazione dell’impatto sociale. Complessivamente saranno sei le aree tematiche sulle quali verterà il lavoro che verrà sintetizzato attorno a quattro fronti: finanziamento e architettura del capitale, coordinamento istituzionale, partnership tra governi e società civile e governance, monitoraggio, valutazione e apprendimento. Anche chi non entrerà nei gruppi potrà contribuire, presentando esperienze nazionali, mettendo a disposizione strumenti e risorse, partecipando alle consultazioni pubbliche sulle bozze o collaborando a incontri tecnici regionali. Prima della chiusura delle candidature, il 2 settembre è inoltre previsto un webinar di presentazione.