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Estate 2026, la socialità torna vicino casa: birra protagonista
Di Redazione
L’estate 2026 porta con sé una nuova idea di socialità. A scandire la stagione degli italiani non sono più soltanto le grandi destinazioni o le vacanze da cartolina, ma anche momenti semplici, spontanei e condivisi, vissuti sempre più spesso nei luoghi della quotidianità.
La convivialità si sposta vicino casa, tra cene in terrazza, grigliate con gli amici, sagre di paese, borghi da riscoprire e serate all’aperto, contribuendo a ridefinire i rituali dell’estate italiana. In questo scenario, la birra si conferma una presenza naturale e trasversale, capace di accompagnare con semplicità i momenti di socialità e condivisione tipici della stagione estiva.
È quanto emerge dall’ultima indagine realizzata da Ipsos Doxa per il Centro Informazione Birra, CIB, di AssoBirra, l’Osservatorio permanente che analizza i trend e l’evoluzione del comparto brassicolo attraverso il punto di vista dei consumatori, della filiera e dell’Associazione.
Nella seconda edizione del 2026, il CIB approfondisce il modo in cui stanno cambiando i luoghi della socialità estiva e il ruolo che la birra continua a ricoprire all’interno di occasioni sempre più informali, autentiche e consapevoli.
Uno scenario confermato anche dai dati contenuti nell’Annual Report 2025 di AssoBirra. Nel corso del 2025, i consumi di birra in Italia si sono mantenuti oltre i 21 milioni di ettolitri, evidenziando una sostanziale tenuta del comparto. Nello stesso periodo, il segmento delle birre low e no alcol ha quasi raddoppiato la propria incidenza sul mercato, passando dal 2,1% al 3,9% in un solo anno.
Nuovi luoghi e nuovi rituali della socialità estiva
Secondo la ricerca, la birra viene immaginata come protagonista soprattutto a casa propria oppure nelle abitazioni di amici e parenti, indicate dal 66% degli intervistati. Il dato conferma la crescente centralità degli spazi domestici e semi-domestici come luoghi privilegiati della convivialità estiva.
Seguono i ristoranti e le pizzerie, citati dal 50% del campione, i locali come bar, pub e birrerie, indicati dal 47%, e le sagre o feste di paese, scelte dal 39%. Dati che testimoniano il valore delle occasioni di socialità diffuse e il legame ancora forte con il territorio.
Anche i contesti più informali e all’aria aperta contribuiscono a delineare questa nuova geografia della socialità. Il 30% degli intervistati associa la birra a picnic e grigliate, il 28% alla spiaggia o agli stabilimenti balneari e il 23% a concerti o festival.
Più contenute, ma comunque significative, sono le percentuali relative ai parchi e alle aree verdi, indicati dal 17%, alle gite in giornata nei borghi o nei piccoli paesi, citate dal 16%, e alle piazze o ai centri storici, scelti anch’essi dal 16%.
Si delinea così un’estate che trova valore non soltanto nelle vacanze vere e proprie, ma anche nei momenti vissuti vicino casa.
«I dati di questa edizione del CIB raccontano un cambiamento interessante: la socialità estiva si costruisce sempre più attorno a momenti semplici, accessibili, autentici, nei quali la birra si inserisce trasversalmente e trova uno spazio naturale», commenta Andrea Bagnolini, direttore generale di AssoBirra.
«Non è più soltanto la bevanda associata alle vacanze o al consumo fuori casa tradizionale, ma quella che accompagna una quotidianità estiva fatta di relazioni, spontaneità e condivisione: un’evoluzione che riflette stili di vita più vicini ai territori e ai nuovi bisogni dei consumatori. Non sorprende, quindi, che anche l’Annual Report 2025 di AssoBirra abbia evidenziato una sostanziale tenuta dei consumi e una forte accelerazione del segmento low e no alcol: due dinamiche che raccontano un comparto capace di evolvere continuamente insieme ai consumatori».
La birra come linguaggio della convivialità
Se cambiano i luoghi della socialità, resta forte l’insieme di valori che gli italiani associano alla birra nei momenti di incontro.
La convivialità è il valore più citato, con il 51% delle risposte, seguita dal relax, indicato dal 47%, dal divertimento, scelto dal 40%, e dalla leggerezza e semplicità, associate alla birra dal 37% degli intervistati.
Completano il quadro la spontaneità, indicata dal 30%, la qualità, citata dal 27%, l’autenticità, scelta dal 21%, e la tradizione, menzionata dal 19%.
Nel complesso emerge il profilo di una bevanda capace di inserirsi con naturalezza nei nuovi rituali della stagione estiva. Non soltanto protagonista delle occasioni speciali, ma presenza abituale nei momenti di convivialità quotidiana, dalle cene improvvisate alle tavolate tra amici, fino alle serate in piazza e alle feste di paese.
Le differenze generazionali confermano questa lettura. Per la Gen Z, la birra è legata soprattutto al divertimento, indicato dal 43%. Tra i Millennials prevale invece la dimensione del relax, scelta dal 51%, mentre per la Gen X la birra è soprattutto espressione di convivialità, con il 62%, e, più che per le altre generazioni, anche di qualità, con il 32%.
Tre sensibilità differenti che convergono nella stessa direzione: la birra come facilitatore di momenti autentici e condivisi.
L’ascesa delle alternative low e no alcol
L’estate delineata dalla ricerca non è caratterizzata soltanto dalla leggerezza, ma anche da una maggiore attenzione al significato delle occasioni vissute.
Il dato più interessante, da questo punto di vista, è il modo in cui la birra si inserisce in un contesto nel quale acquista sempre più importanza la qualità del tempo trascorso insieme.
Questa evoluzione si riflette anche nel rapporto dei consumatori con le alternative disponibili. Accanto alla birra tradizionale cresce infatti lo spazio occupato dalle birre low e no alcol, ormai ampiamente conosciute e sempre meno percepite come un prodotto di nicchia.
Una tendenza confermata dai dati dell’Annual Report 2025 di AssoBirra, secondo cui il segmento low e no alcol ha registrato nel 2025 la crescita più significativa dell’intero comparto, arrivando a rappresentare il 3,9% del mercato, quasi il doppio rispetto all’anno precedente.
La funzione di queste alternative non è quella di sostituire il consumo tradizionale, ma di ampliare le occasioni di socialità, offrendo una possibilità in più per vivere con equilibrio momenti conviviali differenti: dalla pausa informale all’aperitivo, fino ai contesti in cui entrano in gioco esigenze funzionali come la guida o il desiderio di leggerezza.
Il fuori casa interpreta la nuova estate
In questo quadro, il punto di vista della distribuzione Horeca offre una lettura complementare dei cambiamenti che stanno interessando il fuori casa, tra il ritorno alle occasioni di prossimità, la valorizzazione dei territori e le nuove opportunità per il canale.
Una prospettiva che richiama il ruolo di Italgrob, la Federazione italiana dei distributori Horeca, come interlocutore diretto dei pubblici esercizi e motore di iniziative ed eventi sul territorio.
«Non parlerei di una vera e propria trasformazione del fuori casa italiano, quanto di una riscoperta: sagre, feste di paese e locali di quartiere rappresentano il primo embrione dei consumi fuori casa, un Horeca ante litteram che risponde alla voglia di socialità e di territorio degli italiani», dichiara Antonio Portaccio, presidente di Italgrob, Federazione italiana dei distributori Horeca.
«Non c’è sagra in Italia che non coinvolga un distributore: le innumerevoli feste della birra che caratterizzano l’estate italiana all’aria aperta sono essenzialmente il frutto del lavoro e dell’impegno dei distributori sui loro territori».
Un ruolo che si conferma centrale anche nell’accompagnare i pubblici esercizi verso i nuovi trend di consumo, dalla lettura dei dati sulle preferenze dei clienti alla formazione, fino allo sviluppo delle birre low e no alcol.
Un segmento la cui crescita porta con sé anche il lavoro di posizionamento svolto dalla distribuzione specializzata.
«Il ruolo della distribuzione Horeca è stato ed è fondamentale nel trasformare la crescita delle birre low e no alcol in un’opportunità concreta per il canale», conclude Portaccio.





