Politica
AI Act, la Camera apre al riconoscimento facciale: autorizzazione al «magistrato competente»
Di Giampiero Cinelli
Sarà il «magistrato competente» ad autorizzare l’impiego in tempo reale dei sistemi di riconoscimento facciale. È questa una delle principali indicazioni contenute nel parere approvato dalla commissione Politiche dell’Unione europea della Camera sullo schema di decreto legislativo con cui l’Italia si prepara a dare attuazione all’AI Act.
Il via libera è arrivato dopo il rinvio della scorsa settimana e rappresenta l’ultimo passaggio parlamentare necessario prima dell’esame del provvedimento da parte del Consiglio dei ministri, atteso per oggi. La votazione, tuttavia, si è svolta in un clima particolarmente teso: i gruppi di opposizione hanno infatti lasciato i lavori della commissione prima che il parere fosse messo ai voti.
Al centro dello scontro politico c’è appunto la disciplina relativa all’utilizzo delle tecnologie di riconoscimento facciale in tempo reale. Su questo punto, il testo definitivo si discosta dalla prima formulazione proposta dalla relatrice di Forza Italia Cristina Rossello, finita nei giorni scorsi nel mirino di Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.
La versione iniziale individuava nel giudice per le indagini preliminari il soggetto chiamato ad autorizzare l’impiego di questi strumenti. Nel parere approvato, invece, il riferimento al gip è stato sostituito da quello più ampio al «magistrato competente», una definizione che comprende non soltanto il giudice, ma anche il pubblico ministero.
La modifica era stata preannunciata venerdì scorso dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. L’intervento amplia quindi il numero dei soggetti dell’autorità giudiziaria che potranno pronunciarsi sull’uso del riconoscimento facciale, superando la precedente previsione che assegnava tale funzione esclusivamente al giudice per le indagini preliminari.
Nel proprio parere, la relatrice ha inoltre giudicato lo schema di decreto compatibile con il diritto dell’Unione europea, pur chiedendo alcuni correttivi finalizzati a rendere il testo pienamente coerente con le disposizioni dell’AI Act.
Rossello ha respinto le critiche secondo cui la modifica ridurrebbe le garanzie previste dalla formulazione iniziale. «La nuova formulazione, che richiama il “magistrato competente”, non rappresenta un passo indietro: è una soluzione onnicomprensiva», ha sostenuto.
La spiegazione non è però bastata a ricomporre lo scontro con le opposizioni, che hanno contestato sia la scelta compiuta dalla maggioranza sia le modalità con cui si è arrivati al voto finale. La richiesta di rinviare nuovamente l’esame, avanzata per consentire un approfondimento sulla nuova formulazione, non è stata accolta.
«Quanto accaduto oggi è molto grave e conferma le profonde divisioni della maggioranza», ha dichiarato Piero De Luca, capogruppo del Partito democratico nella commissione Affari europei della Camera.





