Politica

Scontrini digitali: software di cassa, verso nuove regole. Le Commissioni parlamentari approvano il parere sul Dlgs Omnibus

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Luglio 2026
Di Giampiero Cinelli

La diffusione dei software di cassa e dei sistemi digitali per la gestione dei pagamenti spinge il legislatore a rafforzare le regole sulla trasmissione dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate. Le Commissioni Finanze di Camera e Senato hanno approvato i pareri sul decreto legislativo “Correttivo Omnibus Fiscale”, indicando una serie di modifiche volte a garantire che le nuove soluzioni software offrano gli stessi livelli di affidabilità e sicurezza dei registratori telematici tradizionali.

L’intervento nasce dalla crescente diffusione dei cosiddetti sistemi “Pos all in one” e dei software “velocizzatori”, strumenti che intervengono direttamente o indirettamente nella gestione del flusso commerciale e nella trasmissione dei dati fiscali. Secondo quanto riportato, le Commissioni chiedono che il nuovo articolo 83 del Testo unico Iva venga integrato prevedendo che le specifiche tecniche per la realizzazione, l’approvazione e il collaudo dei software assicurino uniformità operativa, coerenza con le caratteristiche hardware e piena interoperabilità con i sistemi dell’Agenzia delle Entrate.

Tra le richieste figura anche la definizione di criteri per garantire disponibilità delle soluzioni in regime di libera concorrenza, continuità degli aggiornamenti e assistenza tecnica attraverso laboratori abilitati dall’Agenzia delle Entrate.

Il dossier ovviamente canalizza l’attenzione delle parti interessate. Come affermato nei giorni scorsi da Gabriella Criscuolo, Presidente di Comufficio, l’Associazione Nazionale aderente a Confcommercio che rappresenta la filiera dei Registratori Telematici, «È necessario un intervento immediato del Governo e dell’Agenzia delle Entrate: chiunque offra soluzioni di cassa o di pagamento deve sottostare agli stessi controlli e alle stesse omologazioni previste per i Registratori Telematici». L’impiego di software privi delle necessarie garanzie potrebbe inoltre generare contenziosi nella fase di approvazione e alimentare pratiche commerciali scorrette. Secondo Criscuolo «occorre fermare le pubblicità ingannevoli, proteggere centinaia di migliaia di esercenti da sanzioni ingiuste e difendere il lavoro delle 2.000 PMI e degli oltre 10.000 addetti della nostra filiera». Non meno importante è il tema della sicurezza dei dati. La Presidente infatti sottolinea: «se i dati degli esercenti vanno nel cloud ci vogliono garanzie, che possono ridursi nel caso in cui le piattaforme sulle quali vengono gestiti questi dati siano estere». La politica cerca quindi una soluzione che metta d’accordo tutti, coniugando innovazione, cybersicurezza e rigore normativo.