Politica
Campo largo, nuove tensioni: Kiev divide M5S e PD
Di Giuliana Mastri
La guerra in Ucraina torna a mettere sotto pressione gli equilibri del campo largo. Le ultime dichiarazioni della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, hanno infatti riacceso le divergenze con il Movimento 5 Stelle, riportando al centro del dibattito le differenti visioni sulla politica estera e sul sostegno a Kiev.
Intervistata dal Foglio, Schlein ha ribadito la posizione del Pd, rivendicando il sostegno all’Ucraina fin dall’inizio del conflitto. «Abbiamo votato convintamente per aiutare l’Ucraina a difendersi con tutti i mezzi a disposizione» e il Partito democratico «continuerà come ha sempre fatto», ha dichiarato. Parole che hanno raccolto il consenso dell’area riformista del partito, ma che hanno provocato una pronta replica da parte dei pentastellati.
A rispondere è stato il vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Stefano Patuanelli, che ha invocato un cambio di strategia dopo oltre quattro anni di guerra. «Noi abbiamo un’idea molto chiara: Einstein diceva che la stupidità è rifare sempre le stesse cose sperando di avere un risultato diverso. Credo che serva, dopo quattro anni e mezzo di guerra e nessun risultato, un elemento di discontinuità», ha affermato.
La posizione del Movimento, spiegano fonti interne, resta invariata. Giuseppe Conte sarebbe determinato a mantenere la linea seguita finora e, in caso di un futuro ingresso al governo, punterebbe a imprimere una svolta alla politica estera italiana ed europea. Tra gli obiettivi indicati figurano il rilancio di un’iniziativa negoziale sul conflitto in Ucraina, una ferma condanna del governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu e il pieno riconoscimento dei diritti del popolo palestinese.
Accanto a questi temi resta centrale l’opposizione al riarmo europeo. Secondo le stesse fonti, un eventuale coinvolgimento del Movimento in una futura maggioranza avrebbe senso solo se accompagnato da un cambio di indirizzo rispetto alle politiche adottate negli ultimi anni. L’obiettivo, sostengono, sarebbe rafforzare il ruolo della diplomazia europea, interrompere quella che definiscono una «escalation militare» e promuovere un assetto internazionale multipolare. Una posizione che, precisano, non implica alcuna «acquiescenza nei confronti di Putin».
Le dichiarazioni di Schlein, dunque, non sembrano aver modificato l’impostazione del Movimento 5 Stelle, che continua a considerare la politica estera uno dei principali elementi distintivi della propria azione politica.
L’attenzione dei pentastellati sul dossier internazionale si è riflessa anche nell’attività parlamentare. Nei giorni scorsi Conte ha partecipato ai lavori della Commissione alla Camera durante l’audizione dei ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani sul recente vertice Nato, mentre il Movimento ha utilizzato il question time per chiedere chiarimenti al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sul programma europeo Safe.





