Economia
Carburanti, il governo valuta la proroga del taglio delle accise sul diesel
Di Giampiero Cinelli
Il governo valuta una nuova proroga del taglio delle accise sul diesel, mentre prepara un pacchetto più ampio di interventi contro il caro-carburanti. Il tema dovrebbe entrare nel Consiglio dei ministri di oggi insieme alle misure destinate a famiglie e lavoratori, tra le quali figurano anche un possibile nuovo buono benzina e interventi sul bollo auto. Sul tavolo c’è l’ipotesi di prolungare di altri 7-10 giorni lo sconto sul gasolio introdotto la scorsa settimana.
La decisione arriva mentre i prezzi alla pompa continuano a rimanere elevati. Secondo l’Osservatorio del Mimit, ieri la benzina self costava 2,120 euro al litro sulla rete stradale e il gasolio 2,231 euro. In autostrada i prezzi salivano rispettivamente a 2,212 euro per la benzina e 2,313 euro per il diesel.
La misura più immediata resta quindi la proroga dello sconto di 17,1 centesimi al litro, che potrebbe essere esteso senza soluzione di continuità per un’altra settimana o poco più. Una finestra temporale breve, legata alla volatilità dello scenario internazionale e alla necessità di definire con maggiore precisione le risorse disponibili.
Il nuovo provvedimento dovrebbe affiancarsi ai decreti già adottati dal governo per contenere i prezzi dei carburanti. Nel marzo scorso, secondo le stime citate, erano stati mobilitati circa 2,7 miliardi di euro attraverso la riduzione delle accise e gli interventi rivolti alle categorie più esposte.
Italia sotto la media Ue per la benzina, sopra per il diesel
Il confronto europeo restituisce una situazione differenziata tra benzina e gasolio. Il prezzo medio della benzina in Italia è pari a 1,912 euro al litro, una cifra inferiore alla media europea. Sul diesel, invece, l’Italia si colloca sopra la soglia europea.
Tra le quattro maggiori economie continentali, Roma risulta comunque meglio posizionata rispetto a Francia e Germania. In Francia la benzina costa 2,130 euro al litro e il gasolio 2,300 euro, mentre in Germania i prezzi raggiungono rispettivamente 2,331 e 2,328 euro. Soltanto la Spagna presenta livelli inferiori all’Italia, con 1,886 euro per la benzina e 1,868 euro per il diesel.
La proroga dello sconto permetterebbe soprattutto al governo di guadagnare tempo mentre vengono definite le altre misure. Tra le ipotesi sul tavolo c’è un buono benzina una tantum destinato ai lavoratori con redditi fino a 35mila euro. Si ragiona inoltre su un contributo, da distribuire tra ottobre e dicembre, di valore complessivo nell’ordine dei 100-150 euro. Si ragiona inoltre su un contributo che potrebbe essere distribuito tra ottobre e dicembre, per un valore complessivo compreso tra 100 e 150 euro, ma l’impostazione definitiva dipenderà dalle risorse effettivamente disponibili.
Dal buono benzina al bollo auto
Un altro capitolo riguarda i lavoratori autonomi e le partite Iva. La maggioranza discute la possibilità di estendere anche a loro alcune misure, mentre Lega e Fratelli d’Italia spingono per una soglia reddituale più ampia.
Sul fronte del bollo auto, l’ipotesi è invece quella di introdurre nella legge di Bilancio uno sconto collegato alla potenza del veicolo. Il meccanismo prevederebbe una riduzione più consistente per le vetture di piccola cilindrata, destinata a diminuire progressivamente con l’aumento della potenza.
L’agevolazione potrebbe interessare anche le partite Iva che utilizzano l’auto per lavorare, ma difficilmente potrebbe produrre effetti prima del prossimo anno.
Sul complesso delle misure pesa infine il quadro dei conti pubblici. Il prossimo appuntamento è fissato per 22 settembre, quando l’Istat aggiornerà i dati. Se il rapporto deficit/Pil dovesse scendere sotto il 3%, l’Italia potrebbe anticipare l’uscita dalla procedura per deficit eccessivo. Un eventuale miglioramento dei margini di bilancio potrebbe così incidere anche sulle risorse disponibili per gli interventi contro il caro-carburanti.





