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Italia e Irlanda, il memorandum apre nuovi mercati alle Pmi

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Luglio 2026
Di Beatrice Telesio di Toritto

Un canale stabile per collegare la manifattura italiana ai poli irlandesi dell’innovazione e accompagnare le Pmi sui rispettivi mercati. È l’obiettivo del Memorandum d’intesa firmato martedì 21 luglio a Villa Spada da Unioncamere, Assocamerestero, Camera di Commercio Italiana in Irlanda e Ibec, l’organizzazione che rappresenta le imprese e i datori di lavoro irlandesi. L’accordo, della durata di tre anni, prevede scambio di informazioni, assistenza alle aziende e progetti comuni nei settori della formazione, della digitalizzazione, dell’innovazione, della resilienza e della transizione verde.

L’intesa comprende anche una collaborazione presso le istituzioni europee durante la presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue. Ad aprire gli interventi è stata l’ambasciatrice d’Irlanda in Italia Elizabeth McCullough, che ha ricordato la solidità dei rapporti storici, culturali e politici tra i due Paesi e la crescita degli scambi nei comparti agroalimentare, farmaceutico e delle scienze della vita. La presidenza irlandese può ora rafforzare il lavoro comune su competitività, valori e sicurezza. Tra le priorità condivise figurano il completamento del mercato unico, la rimozione delle barriere interne, un accesso più semplice ai finanziamenti e la riduzione dei costi amministrativi per le Pmi, mantenendo elevati gli standard ambientali e sociali.

Dopo McCullough è intervenuto il viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, dal cui impulso era partito, nel marzo 2025, il percorso politico e operativo che ha condotto alla firma. «Abbiamo costruito un ponte formale», ha spiegato il viceministro, indicando nella rete delle Camere di commercio italiane all’estero, presente in 64 Paesi, uno strumento decisivo per accompagnare le aziende e facilitare le connessioni commerciali, industriali e istituzionali. Il memorandum dovrà ora essere riempito di progetti concreti, a partire dalle infrastrutture, dalle energie rinnovabili e dalla sanità. Una dimensione particolarmente strategica riguarda le infrastrutture digitali: l’Irlanda è al centro di una rete di cavi sottomarini essenziale per il traffico dei dati e l’Italia può contribuire sia alla loro installazione sia alla protezione di questi asset critici.

Furio Pietribiasi, presidente della Camera di Commercio Italiana in Irlanda, ha indicato nella crescita irlandese e nel conseguente bisogno di nuove infrastrutture la principale opportunità per le aziende italiane. Nei prossimi vent’anni potrebbero essere attivati investimenti per 40-50 miliardi di euro in settori nei quali l’Italia possiede competenze riconosciute. Tra i progetti citati figurano la metropolitana di Dublino, dal valore stimato tra 14 e 16 miliardi, lo sviluppo portuale dell’estuario dello Shannon e l’eolico offshore, che lungo le coste irlandesi presenta un potenziale di 70 gigawatt. Altri spazi di collaborazione riguardano la sanità, dove l’Italia può mettere a disposizione le proprie competenze nella prevenzione, e la sicurezza delle infrastrutture digitali e dei flussi di dati transatlantici, anche attraverso aziende come Leonardo.

Danny McCoy, Ceo di Ibec (Irish Business and Employers Confederation), ha sottolineato la convergenza tra i due sistemi imprenditoriali sui temi dell’energia, della mobilità, della sanità, dell’invecchiamento della popolazione e della difesa. La fiducia reciproca, insieme alla capacità di entrambi i Paesi di operare sui mercati internazionali, rappresenta per McCoy la base sulla quale tradurre il memorandum in iniziative concrete.

Per Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, l’accordo offrirà alle Pmi italiane un nuovo accesso al mercato irlandese attraverso servizi di formazione, informazione e assistenza. Un’opportunità particolarmente rilevante in una fase nella quale le tensioni geopolitiche rendono più complesso raggiungere mercati lontani.

Mario Pozza, presidente di Assocamerestero, ha infine individuato infine nella rete camerale il principale valore aggiunto dell’intesa: le Camere italiane conoscono le esigenze delle imprese, mentre quelle presenti all’estero seguono direttamente l’evoluzione dei mercati locali.

L’Irlanda può così avvicinare le Pmi italiane ai grandi attori mondiali della tecnologia e della ricerca, mentre l’Italia mette a disposizione la forza della propria manifattura, del Made in Italy e della ricerca dell’eccellenza. La complementarità tra i due Paesi diventa così il punto di partenza per nuovi progetti industriali, investimenti e occasioni di crescita.

Regia, riprese e montaggio a cura di Simone Zivillica